Dopo il violento incendio che mercoledì 14 ottobre ha devastato la copertura di una palazzina del rione 219, in via Po a Melito, l’emergenza entra nella fase della messa in sicurezza e dell’assistenza alle famiglie rimaste fuori casa. Le operazioni di bonifica sono state avviate e proseguono le verifiche tecniche sulle parti dello stabile raggiunte dalle fiamme. La priorità, adesso, è consentire il rientro nelle abitazioni agibili e garantire una sistemazione temporanea a chi non può ancora tornare.
Incendio in via Po a Melito: famiglie evacuate, otto nuclei a Casoria
Nel pieno dell’emergenza sono stati sgomberati precauzionalmente 26 nuclei familiari. Successivamente, dopo gli accertamenti sulla stabilità e l’agibilità dell’edificio interessato dall’incendio, sono rientrate quasi tutte le famiglie, tranne sei, sistemate in un hotel a Casoria. L’accoglienza nella struttura alberghiera offre una soluzione temporanea in attesa della conclusione dei lavori di ripristino e messa in sicurezza.
Lavori di bonifica avviati: rimozione dei materiali pericolanti e controlli sul tetto
Dopo lo spegnimento del rogo, i vigili del fuoco hanno avviato gli interventi di bonifica e la rimozione delle lamiere e degli elementi di copertura danneggiati, con particolare attenzione alle parti rimaste pericolanti. Parallelamente sono state avviate le verifiche sulla stabilità dell’edificio e sulle condizioni degli appartamenti ai piani superiori. Per l’eventuale ripristino definitivo del tetto, invece, non risultano ancora comunicati tempi certi.
Fiamme partite da condizionatore
È stata accertata anche l’origine dell’incendio: il rogo è partito dall’unità esterna di un condizionatore installata sul sottotetto dell’edificio. Il punto di innesco è stato dunque individuato nella zona della copertura, da cui le fiamme si sono propagate rapidamente. Restano distinti l’accertamento del punto di origine e gli eventuali approfondimenti sulle cause tecniche del guasto e sulle responsabilità.
Il rogo nel rione 219 e l’evacuazione della scuola De Curtis
L’incendio era scoppiato nella mattinata del 14 ottobre nella parte alta degli edifici di via Po, all’incrocio con via Leonardo da Vinci. Le fiamme, accompagnate da una colonna di fumo nero visibile anche da altri comuni dell’area nord di Napoli, avevano alimentato la paura fra i residenti. Oltre agli appartamenti era stato evacuato per precauzione anche il vicino istituto De Curtis di via Arno. Non sono stati segnalati feriti o intossicati.
Come già raccontato da Teleclub nelle prime ore dell’incendio, l’intervento dei soccorritori ha impedito conseguenze ancora più gravi. In un successivo aggiornamento sulle famiglie sgomberate erano già state descritte le conseguenze dell’emergenza.
La Prefettura e la Regione seguono l’emergenza abitativa
Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Centro coordinamento soccorsi. Alla riunione hanno partecipato amministrazione comunale, Regione Campania, forze dell’ordine, vigili del fuoco e rappresentanti sanitari. Sono stati predisposti interventi di supporto per i residenti evacuati e un servizio di vigilanza antisciacallaggio nell’area interdetta.
La situazione richiede ora risposte su tre fronti: alloggi temporanei per gli sfollati, conclusione delle verifiche di agibilità e tempi di ripristino della copertura. Per le famiglie costrette a lasciare le abitazioni la fine dell’incendio non coincide ancora con la fine dell’emergenza.







