Campania, la protesta dei trasportatori continua: nuovi blocchi all’alba del 21 ottobre

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Nuova mattinata di disagi sulle strade e sulle autostrade della Campania per la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. Fin dalle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 21 ottobre, vengono segnalati nuovi presidi e rallentamenti in alcuni dei principali snodi della viabilità regionale, a conferma di una mobilitazione che non si è fermata neppure dopo l’incontro di ieri a Milano tra i rappresentanti della categoria e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Tra i punti più critici figurano la barriera autostradale di Napoli Nord, lungo l’A1 Milano-Napoli, il casello di Nocera-Pagani sull’A30 Caserta-Salerno, sulla circumvallazione esterna a Casoria e lungo l’Asse Mediano, dove vengono segnalati mezzi pesanti in presidio in prossimità degli svincoli nell’area a nord di Napoli. Si tratta di arterie strategiche per i collegamenti tra il capoluogo, il Casertano e l’Agro nocerino-sarnese, attraversate quotidianamente da migliaia di automobilisti e veicoli commerciali.

Le segnalazioni di questa mattina si inseriscono in un quadro di forti criticità già documentato nella giornata di martedì. Autostrade per l’Italia aveva infatti segnalato code in entrambe le direzioni alla barriera di Napoli Nord e la chiusura dell’uscita di Nocera-Pagani per chi proveniva da entrambe le direzioni dell’A30. Disagi anche nell’area di Nola, altro importante nodo della rete autostradale campana.

L’incontro con Salvini non basta: protesta annunciata fino al 27 ottobre

 

A rendere ancora più difficile la situazione è la decisione di una parte degli autotrasportatori di mantenere attivi i presidi almeno fino a martedì 27 ottobre, data del prossimo confronto con il Governo. L’annuncio è arrivato ieri da Vincenzo Parisi, delegato campano e rappresentante degli autotrasportatori del polo industriale di Carinaro, in provincia di Caserta, dopo la riunione con il ministro Salvini e il viceministro Edoardo Rixi.

Parisi ha spiegato che i blocchi avrebbero potuto proseguire fino al nuovo appuntamento istituzionale. In serata, tuttavia, lo stesso rappresentante ha ammorbidito la propria posizione, auspicando la sospensione delle proteste per evitare ulteriori danni al Paese. Una possibile apertura che, almeno secondo le segnalazioni arrivate all’alba, non si è ancora tradotta in un completo ritorno alla normalità sulle strade campane.

Il Governo promette un miliardo, ma i camionisti chiedono risposte immediate

Al centro dello scontro resta soprattutto l’aumento del prezzo del gasolio, che ha fatto crescere sensibilmente i costi di esercizio delle imprese di autotrasporto, mettendo in difficoltà soprattutto i piccoli operatori e i cosiddetti padroncini. Durante il vertice di ieri, Salvini ha annunciato lo sblocco immediato di circa 480 milioni di euro di contributi e crediti d’imposta, con l’obiettivo di rendere disponibili complessivamente risorse superiori al miliardo di euro.

Il Governo ha chiesto, in cambio, la rimozione dei blocchi e la ripresa della regolare circolazione delle merci. Ma per una parte dei manifestanti le misure annunciate non rappresentano ancora una soluzione sufficiente. Tra le richieste avanzate dagli autotrasportatori figurano interventi diretti sul costo del carburante, maggiore liquidità per le imprese e la possibilità di sospendere temporaneamente alcuni versamenti fiscali e tributari, così da alleggerire la pressione economica sulle aziende.

Scaffali vuoti e distributori senza carburante: cresce la preoccupazione

 

Intanto, le conseguenze della protesta cominciano a farsi sentire anche sulla vita quotidiana dei cittadini. In diverse zone della Campania sono state segnalate difficoltà nell’approvvigionamento di prodotti alimentari, in particolare frutta, verdura e altri generi freschi destinati alla grande distribuzione.

Preoccupazione anche per le forniture di carburante. Nelle ultime ore si sono registrate lunghe code davanti a numerosi distributori, mentre alcune stazioni di servizio hanno esaurito le scorte disponibili. Una situazione particolarmente delicata anche per le isole del Golfo di Napoli, dove le difficoltà nei rifornimenti rischiano di compromettere i collegamenti e la distribuzione delle merci.

L’eventuale prosecuzione dei presidi per un’altra settimana potrebbe aggravare ulteriormente i problemi della catena logistica regionale, con ripercussioni sulle imprese, sulle attività commerciali e sui consumatori.

La Sicilia interrompe il fermo, Campania e Calabria resistono

 

La protesta, intanto, procede in maniera differenziata nelle regioni del Mezzogiorno. In Sicilia il Comitato trasportatori siciliani ha deciso di revocare il fermo dopo l’incontro con Salvini, pur mantenendo lo stato di agitazione. In Puglia è stata annunciata una sospensione soltanto parziale dei blocchi, mentre in Campania e Calabria diversi gruppi di autotrasportatori intendono continuare la mobilitazione in attesa di ulteriori garanzie.

La data decisiva resta dunque quella del 27 ottobre, quando Governo e rappresentanti del settore torneranno a confrontarsi sulle misure economiche necessarie a fronteggiare l’emergenza. Nel frattempo, per gli automobilisti campani si prospettano altri giorni difficili. La raccomandazione è di verificare le condizioni del traffico e l’eventuale presenza di chiusure prima di mettersi in viaggio, soprattutto lungo l’A1, l’A30 e le principali arterie di collegamento dell’area metropolitana di Napoli.

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