Il Governo convoca per questa mattina un Consiglio dei ministri straordinario per approvare un decreto legge con misure a sostegno dell’autotrasporto e del comparto agricolo, nel tentativo di mettere fine alla protesta dei tir che da tre giorni sta paralizzando la Campania. Sul tavolo ci sono interventi per circa un miliardo di euro, annunciati dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, oltre a ulteriori risorse destinate all’agricoltura.
L’obiettivo è sbloccare una situazione ormai critica, con scaffali dei supermercati vuoti, distributori di carburante senza rifornimenti, merci ferme e imprese in crescente difficoltà. La protesta continua a provocare pesanti disagi soprattutto nelle province di Napoli, Caserta e Salerno, dove centinaia di mezzi pesanti ostacolano la circolazione e il trasporto delle merci.
Caos sull’A30, quasi 400 tir fermi tra Nola e Palma Campania
Uno degli scenari più complicati si registra lungo l’autostrada A30, agli svincoli di Nola e Palma Campania, dove risultavano ancora incolonnati quasi 400 camion.
Il blocco riguarda soprattutto i mezzi pesanti e il trasporto delle merci, ma le conseguenze si ripercuotono anche sugli automobilisti, costretti a percorrere tratti autostradali su una sola corsia, tra rallentamenti e difficoltà.
I presidi continuano inoltre nelle aree industriali e nelle zone interportuali, punti strategici per la distribuzione delle merci in tutta la regione.
Maxi operazione delle forze dell’ordine: 71 denunciati e 1.339 identificati
Per contrastare i blocchi, il Viminale ha disposto una vasta operazione di controllo sulle principali arterie stradali campane. Il bilancio è di 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzioni amministrative.
Nel Casertano, lungo l’A1, le forze dell’ordine sono intervenute per liberare i presidi nei pressi degli accessi autostradali. Operazioni analoghe sono state effettuate anche nel Salernitano, nella zona di Mercato San Severino.
Le attività di sgombero sono state rese più complicate dalla presenza di numerosi camion con gli pneumatici danneggiati, impossibilitati a riprendere la marcia.
Scortati 720 mezzi, accertamenti su 600 targhe
Il Ministero dell’Interno ha disposto la scorta di numerosi automezzi per garantire le operazioni di carico e scarico e consentire la ripresa delle consegne.
In Campania sono stati 720 i mezzi scortati, di cui 500 tra Napoli e provincia, secondo quanto precisato dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. La Prefettura ha inoltre avviato accertamenti su circa 600 targhe di tir coinvolti nei blocchi tra Napoli, Caserta e Salerno.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato una riunione con prefetti e questori delle province interessate, sollecitando particolare attenzione rispetto al rischio di possibili infiltrazioni criminali nella protesta.
Scaffali vuoti e carburante introvabile, aziende in difficoltà
Le conseguenze dei blocchi si stanno facendo sentire sull’intera economia regionale. Le mancate consegne stanno creando problemi alla grande distribuzione, alle aziende e al settore agroalimentare.
Particolarmente delicata la situazione dei prodotti freschi e deperibili, con ingenti quantità di merci che non riescono a raggiungere i mercati del Nord Italia.
Anche i rifornimenti di carburante registrano difficoltà, con distributori rimasti senza scorte e problemi segnalati persino negli scali aeroportuali.
Intanto, il Governo punta a distinguere le legittime rivendicazioni degli autotrasportatori dai comportamenti di chi continua a impedire la circolazione nonostante l’apertura del confronto istituzionale.
L’attenzione resta concentrata sul Consiglio dei ministri di questa mattina, dal quale sono attese misure per sostenere il settore e favorire il superamento dei blocchi. Anche in caso di ripresa della circolazione, tuttavia, potrebbero essere necessari diversi giorni per ripristinare completamente i rifornimenti e smaltire le consegne arretrate.
La convocazione del Consiglio dei ministri per oggi, 22 ottobre 2026, alle 12 trova conferma nelle notizie diffuse ieri dall’ANSA. Non risulta invece ancora confermata l’approvazione del decreto, quindi nell’articolo è corretto presentarlo come un provvedimento atteso.







