Pomigliano, studenti in piazza per scuole più sicure: il Liceo Cantone prende le distanze dagli episodi di violenza

POMIGLIANO D’ARCO – Una mobilitazione per chiedere scuole più sicure, strutture adeguate e risposte concrete dalle istituzioni. È questo, secondo gli studenti, il vero significato dello sciopero che si è svolto ieri, martedì 20 ottobre, a Pomigliano d’Arco, e che ha visto una grande partecipazione dei ragazzi.

A intervenire, dopo le polemiche legate ad alcuni episodi di violenza verificatisi durante la manifestazione, sono gli studenti del Liceo Cantone, che attraverso un comunicato ufficiale, condiviso dalle 29 classi frequentanti l’istituto, hanno voluto chiarire le ragioni della protesta e prendere nettamente le distanze dai comportamenti violenti.

Al centro della mobilitazione ci sono soprattutto le condizioni degli edifici scolastici e le difficoltà che diversi istituti stanno affrontando. Tra le problematiche segnalate anche quelle dell’ISIS Europa, dove secondo quanto denunciato dagli studenti, da giorni manca la connessione internet e alcune classi digitali non dispongono di attrezzature adeguate.

Particolare attenzione viene inoltre rivolta alla situazione dell’edilizia scolastica, una questione già al centro degli scioperi del 12 e 13 ottobre, organizzati dopo l’allagamento del Liceo Cantone avvenuto lo scorso 8 ottobre.

La protesta, però, è stata segnata anche da momenti di tensione. Durante la manifestazione si sarebbero verificati lanci di petardi, pietre, bottiglie di vetro e uova, oltre ad aggressioni verbali e fisiche nei confronti del personale scolastico. Episodi che gli studenti condannano fermamente, precisando che, secondo la loro ricostruzione, sarebbero stati commessi da persone estranee alla scuola e non rappresentative della mobilitazione.

«La scuola è ciò che vogliamo difendere e migliorare, non distruggere», spiegano i ragazzi nel comunicato, sottolineando come danneggiare gli stessi luoghi nei quali si costruisce il proprio futuro sia contrario alle finalità della protesta.

Secondo quanto riferito dagli studenti, fortunatamente non risulterebbero persone ferite.

L’obiettivo della manifestazione era anche quello di aprire un confronto diretto con le istituzioni. Era infatti previsto un tavolo di dialogo con il Comune e alcuni rappresentanti istituzionali per affrontare le criticità segnalate e individuare possibili soluzioni.

Le rivendicazioni degli studenti non riguardano soltanto il mondo della scuola. Nel documento vengono richiamati anche il caro vita, l’aumento del prezzo del gasolio e la solidarietà agli agricoltori impegnati nelle mobilitazioni in Italia e in Europa.

Attraverso un messaggio rivolto anche agli organi di informazione, i ragazzi chiedono che l’attenzione mediatica non si concentri esclusivamente sugli episodi di violenza, ma dia spazio anche alle motivazioni che hanno spinto tanti giovani a scendere in piazza.

«Non vogliamo minimizzare quanto accaduto, ma crediamo sia importante raccontare anche il motivo per cui tanti ragazzi sono scesi in piazza e ciò che chiedono alle istituzioni», spiegano gli studenti.

Il comunicato, datato 20 ottobre 2026 e firmato da Giuliano Ciervo e Diego Di Costanzo, ribadisce infine la volontà di proseguire sulla strada del confronto pacifico.

«La nostra strada è quella del dialogo, del confronto e della partecipazione», affermano i rappresentanti degli studenti, auspicando che le richieste avanzate possano essere ascoltate e tradotte in interventi concreti.

Un appello alle istituzioni affinché, oltre alle tensioni registrate durante la protesta, vengano affrontati i problemi quotidiani degli studenti, a partire dalla sicurezza e dalla funzionalità degli edifici scolastici.

Ti potrebbe interessare

Torna in alto