Fiumi di denaro, prevenire da racket e scommesse, reinvestiti anche in note attività del litorale domitio. Con l’operazione messa a segno ieri, gli inquirenti hanno fermato l’ascesa degli “eredi di Sandokan”. Nel blitz della direzione investigativa di Napoli sono state arrestate 12 persone, ritenuto appartenenti alla fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi.
Colpo al nuovo clan dei Casalesi, sigilli a note attività del litorale domizio
Secondo l’inchiesta dalla procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri, al vertice c’erano Costantino e Nohak Russo, 35 anni il primo, appena 22 il secondo, figli del boss Giuseppe “il Padrino”. Il primo, in particolare, contando su un esercito di prestanome quasi al di sopra di ogni sospetto, aveva messo in moto un’imponente macchina per ripulire i soldi sporchi della droga e delle estorsioni. Al vertice poi ci sarebbe stato anche Raffaele Letizia alias ‘o pazzo. In tutto sono 39 gli indagati.
La mafia casalese, è emerso dall’inchiesta, indirizzava il flusso del denaro “sporco” nel settore del turismo, ricreativo e di ristorazione, nella provincia di Caserta, tra Aversa, Castel Volturno e Casal di Principe. Sotto sequestro sono finite 14 aziende. Al centro della “lavatrice” ci sarebbe stato il litorale ed in particolare Castel Volturno con note attività: il Bar Miramare, il Nereo Luxury Club e lo stabilimento Conca Beach, ma anche b&b e case vacanza.
Individuati due livelli di crimine: quello tradizionale, con le estorsioni che si avvalevano anche di squadre di pestaggio per chi non onorava i debiti, e quello economico-imprenditoriale. Proventi della droga, monopolio delle slot machine ed una fitta rete di prestanomi. Capitali illeciti che transitavano attraverso moderni sistemi di pagamento.







