Vai France’, video hot finisce su Facebook e WhatsApp: caccia al link

Vai France’, video hot finisce su Facebook e WhatsApp: caccia al link

Altro caso di cyberbullimo dopo quello di Tiziana Cantone. Un nuovo video a luci rosse, già risoprannonimato “Vai France’ ” dal nome invocato dalla ragazza protagonista del filmato durante il rapporto sessuale, sta facendo il giro della rete.

Il link circola su Facebook e nei gruppi WhatsApp. Si conterebbero migliaia di visualizzazioni. Il video hot mostrerebbe una giovanissima, anche lei napoletana come Tiziana, impegnata mentre fa sesso con un ragazzo.

Sull’ennesimo caso di cyberbullismo si è espressa la blogger Selvaggia Lucarelli attraverso un post pubblicato su facebook nel quale descriveva i commenti visti, in particolar modo su un gruppo del social. Dopodiché è ritornata sull’argomento in un articolo sul Fatto Quotidiano, riaprendo il caso di Tiziana Cantone.

Secondo la Lucarelli il video “Vai France'” è l’ennesimo caso di “linciaggio” che è stato fatto nei confronti della ragazza protagonista del nuovo video hot:  “Mi spiace dirlo, ma la morte di Tiziana Cantone non è servita a nulla. Nessuna empatia, nessuna comprensione dell’accaduto, nessuna riflessione che abbia portato a un cambiamento reale”.

“Naturalmente la diffusione è avvenuta senza il consenso di lei e tutti giù a divertirsi, a fare meme, – racconta la Lucarelli – a creare il nuovo tormentone, a fare di lui (che il video l’ha diffuso, anzi no, dice che gli hanno rubato il cellulare) il nuovo eroe. Hanno cercato disperatamente l’identità di lei perché la sua faccia si vedeva poco e quindi andava sputtanata con nome e cognome, il video non bastava”.

“Le conversazioni fanno schifo – continua la Lucarelli -, i toni fanno schifo, il dileggio generale fa ancora più schifo.  Partecipano varie donne, sghignazzando e ridendosela assai. Ne ho contattata una, privatamente, che rideva in una conversazione su questo video (la conversazione riguardava uno dei protagonisti del video che ha inviato una nota vocale a un membro del gruppo, donna anche lei) per chiederle se si rendeva conto di quello che faceva”.