C’è poco da scherzare. Se San Gennaro non fa il miracolo, sono dolori per Napoli. Sarà superstizione, leggenda o semplice credenza popolare, non importa: un napoletano sa che se il prodigio non avviene, è segno di malaugurio per la città.

San Gennaro, cosa succede se il sangue non si scioglie: gli eventi nefasti nel passato

Se si guarda al passato, il sangue del santo non si è sciolto nel 1939 e 1940, anni dello scoppio del secondo conflitto mondiale e dell’entrata in guerra dell’Italia. Il miracolo non è poi avvenuto nel settembre del 1973, periodo in cui si è diffusa l’epidemia del colera a Napoli e poi nel 1980, anno del violento terremoto in Irpinia.

Nel 1979 il neo eletto Giovanni Paolo II tenne in mano l’ampolla per molto tempo, senza che il sangue si sciogliesse. Nel maggio del 2007 rimase nella cappella per ore, ma il sangue non ne volle sapere di liquefarsi. Il sangue di san Gennaro si è sciolto una sola volta al cospetto dei pontefici: nel 1848 tra le mani di Pio IX in fuga da Roma. Con l’aiuto dei francesi, il Papa scappò dalla residenza del Quirinale vestito da semplice prete e arrivò a Napoli, chiedendo di poter sfiorare la sacra teca per ricevere la benedizione di San Gennaro. Che infatti arrivò.

Un altro prodigio mancato, di recente avvenimento, risale al dicembre del 2016: pochi mesi più tardi, i devastanti incendi sul Vesuvio e il terremoto di Ischia, che provocò 2 morti e 42 feriti. Per questo i devoti sperano che il miracolo di San Gennaro si ripeta per scongiurare eventi catastrofici.

I tre miracoli di San Gennaro

Sono tre le date da tenere in mente, quando si parla di “Faccia Gialla”: 19 settembre, 16 dicembre e il sabato che precede la prima domenica di maggio. Vediamo perché.

  • Il 19 settembre: è ladata in cui si ricorda il martirio del santo
  • Il 16 dicembre: il prodigio si rinnova in occasione della “Festa del patrocinio di San Gennaro”, che ricorda l’eruzione del Vesuvio del 1631 arrestata, secondo la credenza popolare, per intercessione del Santo
  • Il sabato: che precede la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie mortali di San Gennaro da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte.
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