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Prosegue la polemica sul divieto di far entrare cibo e bevande negli stabilimenti balneari adottata da alcuni imprenditori della fascia costiera. Dopo il caso della perquisizione di alcuni bagnanti denunciato dal sindaco di Bacoli, Josi della Regione, a bacchettare i concessionari dei lidi che ricorrono a queste forme di controllo è Salvatore Trinchillo, vicepresidente nazionale Sib, intervenuto a Campania Oggi su Teleclubitalia.

Bagnanti perquisiti per non far entrare cibo, Trinchillo: “Saranno espulsi dal sindacato”

“Bene fa il sindaco (di Bacoli, ndr) a denunciare e stigmatizzare questa pratica non legale di perquisizione delle borse – ha tuonato Salvatore Trinchillo -. Vale però la pena precisare che sono casi limite. Ne ho registrati tre in Campania. Sono pecore nere che vanno punite. E se sono nostri associati, saranno espulsi dal Sib. Non siamo organi di Polizia Giudiziaria“.

Poi sono arrivati alcuni distinguo: “Rispetto al divieto di consumare cibo in spiaggia, ho sempre suggerito ai miei colleghi di non applicarlo. Però l’operatore balneare non deve limitarsi ad affittare sdraio e ombrellone, ma è suo compito anche regolamentare l’area visto che gestisce un bene pubblico e ne detiene la sicurezza. Se vieta di far mangiare presso lo stabilimento, è libero di farlo”.

Infine Trinchillo ha lanciato nel corso della diretta una proposta di carattere normativo: “Lo strumento per regolamentare gli aspetti della vita in spiaggia c’è ed è l’ordinanza balneare (ingresso cani, ingresso alimenti, feste) da emanare di concerto con le associazioni di categoria. Ci possono essere anche soluzioni intermedie: ad esempio si può evitare di vietare gli alimenti imponendo agli operatori balneari l’obbligo di allestire aree picnic”.

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