Il Consiglio dei ministri ha approvato lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata. Il provvedimento, che avrà una durata di 18 mesi, arriva al termine dell’iter avviato dopo gli accertamenti della Commissione d’accesso nominata dalla Prefettura, che aveva approfondito i presunti condizionamenti della camorra sull’attività amministrativa.
Da tempo sul Comune stabiese gravava l’ipotesi dello scioglimento. Al centro delle verifiche vi erano le presunte influenze del clan D’Alessandro su alcuni settori dell’amministrazione e le dinamiche politiche della maggioranza cittadina. Nel corso degli ultimi mesi, inoltre, il Partito Democratico aveva progressivamente preso le distanze dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza.
Vicinanza: «Ho lavorato fino all’ultimo minuto»
Dopo la decisione del Governo, il sindaco uscente Luigi Vicinanza ha affidato a una nota le proprie considerazioni, annunciando di attendere le motivazioni ufficiali del provvedimento. «Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia», ha dichiarato.
L’ex primo cittadino ha rivendicato il lavoro svolto durante il mandato, sostenendo di lasciare una città migliore rispetto a quella trovata all’inizio dell’esperienza amministrativa. «È grazie al loro sostegno se sono rimasto al mio posto, a lavorare, fino all’ultimo minuto», ha affermato riferendosi ai cittadini, ribadendo di aver scelto di non dimettersi perché convinto che «nei vuoti amministrativi la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi».
Nel suo intervento non sono mancate critiche al Partito Democratico, accusato di avergli fatto mancare il sostegno politico negli ultimi mesi. «Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni», ha concluso.
Ruotolo: «Lo scioglimento era evitabile»
Sulla vicenda è intervenuto anche Sandro Ruotolo, eurodeputato e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, che nei mesi scorsi aveva più volte richiamato l’attenzione sui rischi legati alla situazione amministrativa di Castellammare. «Lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della camorra rappresenta una ferita profonda per la città e per le istituzioni democratiche», ha dichiarato.
Ruotolo ha evidenziato come si tratti del secondo scioglimento consecutivo del Comune, sottolineando che «la criminalità organizzata non guarda ai colori politici, ma cerca consenso, relazioni e spazi di influenza». Secondo l’eurodeputato, questa volta il commissariamento «non era inevitabile» e i segnali di rischio erano stati evidenziati attraverso denunce pubbliche, arresti e indagini della Direzione distrettuale antimafia.
«Non provo alcuna soddisfazione nel vedere confermate le mie preoccupazioni. Avrei preferito avere torto», ha aggiunto, ricordando le proprie dimissioni da consigliere comunale nei primi giorni dell’anno. Infine, Ruotolo ha parlato di una crisi più ampia nel rapporto tra politica e legalità, sostenendo che «nessuno potrà più dire di non aver visto» quanto stava accadendo a Castellammare di Stabia.







