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Afragola, la scalata dei “Panzarottari” per imporre droga e racket

Dopo il blitz scattato ieri all’alba che ha portato a 23 arresti ad Afragola, emergono ora i dettagli della faida che avrebbe insanguinato l’area nord di Napoli. Al centro delle indagini il clan Nobile, ovvero il gruppo dei cosiddetti “Panzarottari”, ritenuto vicino al clan Moccia, e deciso a conquistare il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni tra Afragola, Caivano e Cardito.

Afragola, la scalata dei “Panzarottari” per imporre droga e racket

 

Una scalata criminale segnata da raid armati e intimidazioni. Emblematico l’episodio avvenuto in una caffetteria di Afragola: uomini armati fecero irruzione nel locale davanti ai clienti terrorizzati per punire il titolare che si era rifiutato di pagare il racket. Minacce, urla e due colpi esplosi in aria prima della fuga.

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Pochi giorni dopo venne incendiata anche la saracinesca del bar. La tensione sarebbe poi esplosa in una vera e propria guerra di camorra dopo il declino di altri gruppi storici della zona. Tra gli episodi più gravi, gli spari all’esterno della “Caffetteria del Parco”, avvenuto lo scorso ottobre, con tre feriti, e a seguire un un appartamento crivellato da decine di proiettili, anche di kalashnikov. Secondo gli investigatori, una scia di violenza usata per imporre con il terrore il nuovo equilibrio criminale sul territorio.

Chi sono gli arrestati

 

In manette il boss del gruppo, Raffaele Nobile, poi la compagna Francesca Cerbone, ritenuta dagli inquirenti l’anello di congiunzione tra il boss detenuto e il resto della holding. E ancora il figlio Antonio, alias «spiedino», e il nipote Antonio Nobile, detto «topolone». Oltre che per loro tre, il gip Federica Colucci ha disposto il carcere anche per Bruno Bottone, Antonio Capasso, Rosario Capone, Marika D’Antò, Gennaro De Luca, Raffaele De Luca, Domenico Di Micco, Luigi Forte, Oreste Giordano, Raffaele Iorio, Antonio Iorio, Ciro Iorio, Gennaro Antonio Maiello, Mauro Marrone, Giuseppe, Pasquale e Stefania Nobile, Alex Pollaro e Luciano Santoro. Il divieto di dimora è invece scattato per Salvatore Capone, Giuseppina Marrone e Salvatore Lami.

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