Neanche il maltempo ha fermato la mobilitazione per Mario Spedaliere. Ieri sera, lunedì 2 novembre, in tanti hanno raggiunto la basilica di San Ciro, a Portici, per partecipare alla messa organizzata dalla famiglia di Mario Spedaliere, il 34enne ricoverato in gravissime condizioni dopo essere stato colpito alla testa durante gli scontri scoppiati al termine di una partita di calcio. Un momento di profonda commozione e vicinanza, che ha riunito familiari, amici, conoscenti e numerosi cittadini, tutti accomunati dalla speranza che Mario possa vincere la sua battaglia per la vita.
Portici si stringe attorno a Mario Spedaliere: in tanti alla messa per il 34enne in coma dopo l’aggressione
Nelle prime file della chiesa, visibilmente provati da giorni di angoscia, erano presenti i genitori, la moglie e i fratelli del giovane, circondati dall’affetto della comunità. Alla celebrazione hanno preso parte anche diversi rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’assessore regionale Enzo Cuomo e il sindaco di Portici Claudio Teodonno.
Mario Spedaliere è ricoverato dal 25 ottobre all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico dopo la violenta aggressione avvenuta al termine della gara di Eccellenza tra Puteolana e Portici. Il 34enne, padre di due bambini e con un terzo figlio in arrivo, è stato colpito alla testa con un oggetto di legno durante gli scontri tra tifosi.
Le sue condizioni restano critiche. Secondo gli ultimi aggiornamenti medici, il quadro clinico è stazionario e i sanitari hanno iniziato a valutare una graduale riduzione della sedazione per tentare di avviare la delicata fase del risveglio. La prognosi resta riservata.
Le indagini
Intanto proseguono gli sviluppi giudiziari della vicenda. Un 19enne ha confessato di aver sferrato il colpo che ha provocato le gravissime lesioni a Spedaliere. Nell’inchiesta è contestato anche il tentato omicidio, mentre il questore di Napoli ha disposto undici Daspo nei confronti di altrettante persone individuate nell’ambito degli scontri.
La famiglia, che sin dai primi giorni ha ricevuto manifestazioni di affetto e solidarietà da tutta Italia, continua ad aggrapparsi alla speranza. Era stato proprio il padre di Mario, Massimo Spedaliere, a invitare pubblicamente la cittadinanza a partecipare alla celebrazione, sottolineando la forza della fede e della preghiera in un momento così difficile.
Ieri sera Portici ha risposto a quell’appello, trasformando la basilica di piazza San Ciro in un luogo di raccoglimento e solidarietà. Una comunità unita attorno a una famiglia che sta vivendo giorni drammatici, con un unico desiderio: che Mario possa superare questa prova e tornare a casa.
«Preghiamo affinché Mario possa tornare a casa e riabbracciare i suoi figli». È questo il pensiero che ha accompagnato la celebrazione, nella speranza che alle preghiere possano presto seguire notizie incoraggianti dall’ospedale di Pozzuoli.







