2 Ottobre, come nasce la festa dei nonni?

Quella che potrebbe sembrare l’ennesima ricorrenza inventata dal marketing ha in realtà radici ben più profonde. Tutto comincia alla fine degli anni settanta in Virginia Occidentale, dove Marian McQuade – madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti – decise di trasformare la propria esperienza nel volontariato in una battaglia civile. Frequentando gli istituti di cura, McQuade si era scontrata con una realtà dolorosa: una volta usciti dal ciclo produttivo della società, gli anziani venivano troppo spesso dimenticati, lasciati soli con i propri ricordi.
La sua non voleva essere una celebrazione per scambiarsi biglietti d’auguri stampati in serie, ma un’occasione per spingere i giovani a fermarsi, a sedersi sui divani dei nonni e ad ascoltare, salvando così la memoria storica delle famiglie. Nel 1978 la sua voce arrivò fino alla Casa Bianca, convincendo il presidente Jimmy Carter a istituire ufficialmente la ricorrenza.
In Italia la Festa dei Nonni è stata introdotta molto più tardi attraverso la legge 31 Luglio 2005, nata per riconoscere formalmente il loro valore non solo affettivo, ma anche sociale ed economico. In un Paese caratterizzato da un welfare frammentato, la struttura stessa delle famiglie farebbe fatica a reggere senza il loro quotidiano supporto.
La vera intuizione è stata la scelta della data: fissare la festa il 2 ottobre significa farla coincidere con la ricorrenza dei Santi Angeli Custodi, un parallelismo che descrive perfettamente il ruolo di protezione e sostegno che i nonni offrono alle nuove generazioni.
Il simbolo ufficiale della ricorrenza è il nontiscordardimé. Questo piccolo fiore blu racchiude un monito delicato ma fermo. In una società ossessionata dalla velocità e dalla novità, dove chi rallenta viene spesso messo ai margini, quel fiore ci chiede di non dimenticare. Ci ricorda che se oggi possiamo guardare al futuro, è solo perché qualcuno, prima di noi, ha camminato con pazienza e ci ha aperto la strada.

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