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Melito, rientra in corsa Giovanni Barretta: sarà una sfida a tre con Pellecchia e Chiantese

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Ancora un colpo di scena nella politica melitese. Dopo il suo ritiro, Giovanni Barretta rientra in corsa per il centrodestra. Sfiderà Dominique Pellecchia (centrosinistra) e Giuseppe Chiantese, l’altro candidato del fronte moderato.

Melito, rientra in corsa Giovanni Barretta: sarà una sfida a tre con Pellecchia e Chiantese

 

La divisione nasce proprio nel campo opposto a Pellecchia. Domenica sera Chiantese — impiegato ed educatore sociale, già candidato alle regionali con “Noi Moderati” — annuncia la sua candidatura insieme a quattro liste, rompendo con la coalizione di Barretta. La spiegazione è sintetica: “Non abbiamo condiviso determinate scelte frutto di decisioni carenti sul piano delle linee programmatiche”.

Subito dopo, Barretta decide di farsi da parte e lo comunica su Facebook: “Non scendo a compromessi e non mi presto a logiche che non mi appartengono”. Ma la situazione cambia ancora dopo due giorni: i partiti di centrodestra — Lega, Forza Italia e Udc — insieme ad alcune liste civiche tornano a sostenerlo: “I partiti del centrodestra Lega per Salvini Premier, Forza Italia e Unione di Centro, insieme ai progetti civici ‘Noi con Melito’, ‘Fare sul serio’ e ‘Prima Melito’, rinnovano la fiducia al candidato sindaco – si legge nel comunicato stampa -. Una candidatura che incarna una proposta capace di segnare una netta discontinuità rispetto al passato”.

Barretta spiega così il suo ritorno: “Spronato dall’affetto e dal clima positivo creatosi intorno alla mia persona e rinnovatami la fiducia dei rappresentanti politici, ho deciso di andare avanti nel progetto. Corro sicuramente con meno liste a sostegno ma ‘l’ala estremista’ del centro destra è distante dal modo di fare e di pensare del sottoscritto”.

Il risultato è una corsa a tre con il centrodestra spaccato. Una situazione che potrebbe favorire Pellecchia, già vicesindaco ai tempi di Carpentieri. Resta però l’incognita del ballottaggio, che nel 2021 le fu sfavorevole contro Luciano Mottola, poi finito nell’inchiesta “Playmaker” che ha portato al commissariamento del Comune per quasi tre anni.

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