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Mario Draghi non vuole il lockdown. Il nuovo premier non considera la chiusura totale delle attività commerciali e il blocco della mobilità tra le strategie della lotta al Covid. Il prossimo 5 marzo scadrà il DPCM attualmente in vigore. L’Italia, però, resterà suddivisa in fasce di colore secondo il modello Conte.

Draghi: nessun lockdown. Resterà l’Italia “a colori”

Nonostante l’allarme della comunità scientifica e la proposta di virologi come Walter Ricciardi  e Andrea Crisanti di fermare tutto il Paese per contenere l’ondata delle varianti, il Governo appena nominato non vuole adottare provvedimenti drastici. La tenuta dell’economia e del corpo sociale ne risentirebbe in maniera irrimediabile. La linea di Draghi sarà su questo fronte quella del precedente Esecutivo: cautela, suddivisione in zone di rischio epidemiologico e stop alla stagione sciistica.

L’Italia resterà suddivisa in fascia gialla, rossa e arancione a seconda dall’andamento dell’epidemia e dei ricoveri in terapia intensiva. Non si esclude l’ulteriore ricorso a zone rosse localizzate, come già successo in Abruzzo, in Umbria e nel Lazio. E’ questa la stragegia approntata per isolare e frenare l’avanzata della variante inglese e sudafricana.

Le regole sul coprifuoco e sulla mobilità interregionale

Il prossimo 5 marzo Mario Draghi manterrà il coprifuoco dalle 22 alle 5 e il divieto di superare i confini regionali. Prima di allentare le misure restrittive, Mario Draghi vuole imprimere un’accelerazione alla campagna vaccinale. Il premier sa che prima si raggiunge una buona copertura del vaccino, prima si potrà far ripartire l’economia a pieno regime. LE anche di questo il premier parlerà domani in Senato durante il suo discorso programmatico. Per accelerare la diffusione dei vaccini, l’ex capo della BCE pensa all’uso della Protezione civile e dell’Esercito, oltre all’impiego di grandi strutture pubbliche come caserme, palestre, hangar aeroportuali.

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