Mario draghi

Ha già salvato l’Italia una volta. E adesso proverà a farlo di nuovo. Dopo quattro giorni di consultazioni che non hanno portato ad alcun accordo tra le forze politiche, alla fine il Presidente della Repubblica ha tirato fuori il suo “jolly”: Mario Draghi.

L’ex numero uno della Bce è stato convocato per stamattina alle 12 al Quirinale: Mattarella gli conferirà l’incarico di formare un nuovo governo istituzionale che verrà accettato “con riserva” secondo la formula programmatica: Draghi dovrà poi scioglierla presentando la lista dei ministri.

Draghi al Colle, arrivano i nomi della probabile squadra di governo

E qui già nasce un problema: Draghi si consulterà con i partiti politici prima di indicare i ministri? Sceglierà di trattare con chi gli dà già la fiducia (Forza Italia, Italia Viva), con chi è possibilista (la Lega e il Partito Democratico), con chi ha già annunciato il suo no (MoVImento 5 Stelle e Fratelli d’Italia), o con tutti?

Intanto si è già scatenato il totoministri: il nome dell’ex presidente della Consulta Marta Cartabia viene speso per la Giustizia, mentre il ministero dell’Economia e delle Finanze potrebbe essere affidato a Fabio Panetta. Anche Carlo Cottarelli viene dato in corsa per l’incarico. Mentre per il ministero della Salute si fa il nome di Ilaria Capua. Per gli Interni c’è chi ipotizza la conferma di Luciana Lamorgese, una dei pochi “tecnici” già in carica.

In ogni caso entro un tempo ragionevole, Draghi si presenterà con la sua squadra di ministri al Quirinale per il giuramento e poi dovrà andare alla Camera e al Senato per chiedere ottenere la fiducia esponendo il suo programma. Tra i punti dell’agenda non si escludono nuove imposte per riequilibrare i conti pubblici gravati dalla crisi economica. C’è chi teme un ricorso alla tanta odiata misura patrimoniale, il cui spauracchio è stato agitato ieri da Matteo Salvini.

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