rapinatori rider

Hanno confessato la rapina i giovani arrestati ieri per il colpo messo a segno al rider a Napoli. E la giustificazione di alcuni è stata questa: “Volevamo andare a mangiare un panino, poi abbiamo visto quella moto nuova e abbiamo fatto la rapina. Troppa violenza? Era la nostra prima rapina”.

Rapinatori del rider: le confessioni

Nel decreto di fermo del pm si legge: “Dinanzi al video diventato virale riconoscevano se stessi e, comprendendo che il cerchio intorno a loro si stava stringendo, cominciavano a presentarsi in Questura per affermare le loro responsabilità”.

Ieri mattina sono stati individuati e fermati dalla polizia in sei. Uno dei minorenni secondo il pm “pur limitandosi a confessare quel che ormai era innegabile, dichiarava di non conoscere i nomi dei suoi complici. Atteggiamento, il suo, per quanto ordinario diventato poi ridicolo allorquando il suo complice, C.G., in contemporanea lo smentiva facendo dichiarazioni alla Polizia poi confermate al magistrato”.

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Il gruppo entrato in azione si trovava in sella a due scooter, uno con la targa contraffatta, l’altro rubato nelle ore precedenti. Secondo la testimonianza del rider, erano armati di una pistola (senza tappo rosso, non è chiaro se scenica) e di un coltello.

La rapina

L’aggressione e la rapina dell’Sh del rider sono avvenuti poco dopo l’una di notte del 2 gennaio scorso. Il branco ha anche violato dunque il coprifuoco visto che alle 22 non si può stare in strada se non per motivi di necessità.

Le immagini della brutale aggressione sono iniziate a circolare solo nella serata del giorno successivo, scatenando rabbia e indignazione e provocando una rapida risposta delle forze dell’ordine che in meno di 12 ore hanno ritrovato lo scooter rubato nel rione dei Fiori a Secondigliano, fortino del clan Di Lauro, arrivando a identificare parte dei componenti della banda.

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