Sono nove i candidati “impresentabili” nelle liste sulla base della legge Severino o del codice di autoregolamentazione per le prossime elezioni regionali previste per il 20 e 21 settembre. Cinque sono presenti nelle liste che appoggiano De Luca mentre quattro candidati sono nelle liste a sostegno di Stefano Caldoro.Il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, ha fatto la lista dei nomi degli impresentabili e ha ricordato che sono state effettuate verifiche su “15 candidati segnalati dalla Dda”.

Campania, 9 candidati “impresentabili”: ecco chi sono

Per la legge Severino risulta impresentabile Carlo Iannace (lista per De Luca presidente), condannato nel 2016 a 6 anni, oltre a una interdizione ai pubblici uffici per 5 anni, per peculato, truffa e falso.

Sono otto i candidati non conformi al codice di autoregolamentazione in quanto rinviati a giudizio. Si tratta di Sabino Basso (Campania libera per De Luca presidente), imputato di riciclaggio. Orsola De Stefano (Lega per Stefano Caldoro), imputata di concussione. Maria Grazia Di Scale (Forza Italia Berlusconi con Caldoro), imputata per concussione. Aureliano Iovine (Liberal-Democratici CampaniaPopolare per De Luca), imputato per plurimi reati tra cui associazione a delinquere a stampo mafioso. Michele Langella (Campania in Europa per De Luca), imputato di riciclaggio. Monica Paolino (Forza Italia Berlusconi con Caldoro), imputata di scambio elettorale politico-mafioso. Francesco Plaitano (Partito repubblicano italiano per De Luca), gia’ segnalato nel 2015 dall’Antimafia, condannato per estorsione. Francesco Silvestro (Fi Berlusconi con Caldoro), imputato di concussione.

In Italia sono 13 i candidati impresentabili secondo la Dda: due per la legge Severino e 11, invece, per il codice di autoregolamentazione. In Puglia tre politici non sarebbero cangiabili secondo il codice di autoregolamentazione. Il presidente della commissione Antimafia Morra ha poi risultato anche il risultato delle verifiche sui candidati alle elezioni regionali in Valle d’Aosta, ritenendo impresentabile un solo candidato alla carica di consigliere.

 



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