Per quattordici anni si è fatta chiamare “Annamaria” per proteggere il compagno Marco Di Lauro, il boss dell’omonimo clan di Secondigliano fondato dal padre Paolo, detto «Ciruzzo ‘o milionario». Ora Cira Marino, 29 anni, ha chiesto scusa ai suoi vicini, prima di lasciare l’abitazione.

Dopo l’arresto del compagno, Cira, che per tutti questi anni ha fatto la vita del latitante, proprio come il suo uomo, ha voluto chiedere venia agli inquilini dell’edificio di via Emilio Scaglione, nel quartiere Chiaiano-Piscinola di Napoli, per essersi sempre fatta chiamare con un nome fittizio.

Una bugia necessaria per tutelare Marco, in fuga dalla giustizia da ben 14 anni. Poi, prese le sue cose, è andata via. Al momento è indagata a piede libero per favoreggiamento.

 

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