Otto misure cautelari e sequestri per oltre un milione e mezzo di euro nell’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti nella Terra dei Fuochi. È il bilancio dell’operazione eseguita lunedì 2 novembre 2026 dai carabinieri del gruppo per la tutela ambientale e la sicurezza energetica di Napoli, su disposizione del gip del Tribunale partenopeo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
Terra dei Fuochi, otto misure cautelari: l’inchiesta sui fanghi industriali
Al centro dell’indagine c’è un presunto sistema di smaltimento illecito di fanghi industriali, che avrebbe interessato soprattutto il territorio di Castel Volturno e altre zone del Casertano, con collegamenti nell’Agro aversano. Secondo l’ipotesi investigativa, i materiali sarebbero stati gestiti e conferiti attraverso procedure non conformi alle prescrizioni ambientali, consentendo un abbattimento dei costi rispetto allo smaltimento regolare.
Il provvedimento cautelare riguarda complessivamente otto persone che sarebbero legate al clan dei Casalesi. Le misure sono state disposte dal giudice sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori; le contestazioni dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento. La responsabilità penale degli indagati non è accertata e vale per tutti la presunzione di innocenza.
Sequestri per 1,53 milioni di euro
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono stati disposti sequestri per un valore complessivo di circa 1,53 milioni di euro. Il provvedimento patrimoniale è collegato ai presunti profitti dell’attività illecita oggetto di indagine.
Gli accertamenti si concentrano sulla filiera dei rifiuti speciali, dalla loro produzione al trasporto e al conferimento finale. Ricostruire il percorso dei fanghi è essenziale per verificare se siano stati rispettati gli obblighi di tracciabilità e trattamento previsti dalla normativa ambientale.
Castel Volturno e Agro aversano, ancora attenzione sulla Terra dei Fuochi
L’operazione riporta l’attenzione sulle criticità ambientali di un territorio da anni interessato da indagini su abbandoni, depositi e gestione irregolare di rifiuti. Teleclubitalia aveva già raccontato un’altra inchiesta sul traffico illecito di rifiuti tra Napoli e Caserta, con arresti e sequestri patrimoniali, distinta dall’operazione odierna.
Pur essendo un’inchiesta coordinata dalla DDA in un’area storicamente segnata dalla presenza della criminalità organizzata, le informazioni attualmente disponibili non consentono di attribuire agli otto destinatari delle misure un collegamento diretto con il clan dei Casalesi. Eventuali profili di criminalità organizzata dovranno essere valutati sulla base degli atti e degli sviluppi investigativi.







