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Napoli, rapina banca: “40 minuti per scappare”, l’ipotesi dei due “pali” in piazza

Emergono nuovi dettagli sulla spettacolare rapina alla banca del Vomero, un colpo che si conferma sempre più organizzato e messo a segno da una banda altamente specializzata. Gli investigatori stanno ricostruendo ogni fase dell’azione, mentre si rafforza l’ipotesi di una struttura criminale ben articolata.

Complici in superficie: il ruolo delle “sentinelle”

Secondo una delle piste seguite dai carabinieri, almeno due complici avrebbero agito in superficie, mescolandosi tra la folla della piazza per diverse ore. Il loro compito sarebbe stato quello di fare da “sentinelle”, monitorare la situazione e dare il via libera al colpo, coordinando anche le fasi della fuga.

Banda divisa in gruppi: “scavatori” e “incursori”

Dalle indagini emergono nuovi particolari sull’organizzazione della banda, composta da più gruppi operativi. Da una parte gli “scavatori”, esperti del sottosuolo che avrebbero realizzato o utilizzato cunicoli per accedere alla banca. Dall’altra gli “incursori”, entrati sia attraverso il passaggio sotterraneo sia dall’ingresso principale, utilizzato come diversivo per confondere clienti e personale.

Fuga nei tunnel e tombini sigillati

Fondamentale la fase della fuga: i rapinatori sarebbero riusciti a dileguarsi in circa 30-40 minuti attraverso la rete fognaria. Prima di allontanarsi, avrebbero sigillato i tombini per rallentare l’intervento delle forze dell’ordine.

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La gang, composta da almeno 6 o più persone – ma che potrebbe arrivare fino a 10 elementi – avrebbe fatto perdere le proprie tracce sfruttando diverse vie di fuga. Tra le ipotesi al vaglio, l’uscita in un cantiere allestito nelle vicinanze della banca, dove i banditi potrebbero aver cambiato gli abiti, oppure l’utilizzo di ulteriori percorsi sotterranei.

Indagini in corso: telecamere e possibile basista

I carabinieri stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e raccogliendo testimonianze per identificare i responsabili. Non si esclude la presenza di un basista interno alla filiale, elemento che avrebbe facilitato l’organizzazione del colpo. Gli inquirenti stanno inoltre verificando eventuali collegamenti con altri colpi simili avvenuti in città.

Rumori sospetti ignorati

Intanto emerge un dettaglio significativo: alcuni condomini della zona avevano segnalato strani rumori provenienti dal sottosuolo nei giorni precedenti alla rapina. Un allarme che, però, sarebbe rimasto inascoltato. Intanto, la filiale ha riaperto lunedì e alcuni titolari delle cassette di sicurezza sono stati convocati. Tuttavia restano ancora molti interrogativi su un colpo che appare sempre più come un’operazione studiata nei minimi dettagli da professionisti.

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