tribunale napoli arrestata funzionaria

Mandava al macero ordinanze, decreti di intercettazione, sentenze, fatture, avvisi, richieste e impugnazioni di sentenze non per soldi (come riportato in precedenza) ma per sottrarsi al lavoro. Maria Rosaria Orefice, quasi 57 anni, funzionario giudiziario “pro tempore” della IV sezione Penale della Corte di Appello di Napoli è per questo da oggi gli arresti domiciliari. Alla donna gli inquirenti contestano la soppressione e distruzione di atti, corruzione, peculato, accesso abusivo ad un sistema informatico e truffa in danno dell’Amministrazione.

Napoli, distruggeva atti del Tribunale per non lavorare: nei guai funzionaria giudiziaria

Il movente sarebbe da rintracciare “nell’eccesso di lavoro”. In più occasioni la funzionaria manifesta a terzi, scrive il gip, “preoccupazione sia per la mole di lavoro in capo al suo ufficio – a suo dire eccessivamente elevata – sia per la circostanza che alcuni fascicoli risulterebbero smarriti”, peraltro, “…con il silenzio di altri appartenenti all’amministrazione giudiziaria…”.

Per salvare gli atti destinati al macero, durante le indagini, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, coordinati dal generale Domenico Napolitano, si sono recati addirittura nel Palazzo di Giustizia per fotografare i documenti. In un passaggio dell’ordinanza emerge poi il disappunto di un addetto alle pulizie che si lamenta, mentre svuota il contenitore della carta posto nell’ufficio della Orefice, della quantità di carta cestinata.

Gli atti di Raffaele Imperiale a rischio distruzione

Tra gli atti sottratti alla furia distruttrice della funzionaria giudiziaria ci sono persino delle integrazioni a un procedimento riguardante il narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale, arrestato la scorsa estate e recentemente trasferito a Napoli dalle autorità di Dubai, e documentazione su Pasquale Fucito, alias ‘o Marziano, narcotrafficante del Parco Verde di Caivano.

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