È di oggi la notizia che il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso contro lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del Comune di Marano presentato dall’ex sindaco Matteo Morra. Il paese a nord di Napoli, sciolto il 4 settembre del 2025, resta commissariato. L’ex primo cittadino ha riportato su Facebook le proprie reazioni a caldo: “Ancora una volta è una sentenza che ci lascia esterrefatti sia per la tempistica che per la decisone”.
Marano, Tar rigetta ricorso contro scioglimento, Morra: “Esterrefatti”
La vicenda è stata commentata da Morra, dichiarato incandidabile da una sentenza del Tribunale di Napoli Nord lo scorso 3 agosto, assieme all’ex assessore e vicesindaco Luigi Carandente. “Ora mi prendo un po’ di tempo per riflettere su quanto accaduto e su quanto scritto dai giudici nelle due sentenze – ha dichiarato l’ex fascia tricolore – Nelle prossime settimane dirò la mia su questa assurda vicenda che ci ha coinvolto e su un procedimento amministrativo di scioglimento che fa acqua da tutte le parti”.

Per Marano tre scioglimenti negli ultimi nove anni
I commissariamenti a Marano sono diventati l’ordinarietà. L’ultimo, proprio quello che ha coinvolto l’amministrazione Morra, è arrivato il 4 settembre 2025. Stessa sorte è toccata, quattro anni prima, precisamente il 17 giugno del 2021, alla Giunta capitanata da Rodolfo Visconti. A luglio del 2017, andando ancora più a ritroso, il Consiglio dei Ministri deliberò lo scioglimento del Comune, sempre per camorra, sancendo pure l’incandidabilità per l’ex sindaco Angelo Liccardo, che però si era dimesso l’anno prima.







