Continua a far discutere il caso Djokovic: il tribunale di Melbourne ha consentito al campione di rimanere a giocare l’Australian Open 2022. L’annullamento del visto è stato giudicato irragionevole. Il governo può però tentare di annullare nuovamente il visto, secondo la legge australiana sull’immigrazione, e bandire Djokovic dal Paese per tre anni.

Caso Djokovic: il tribunale gli concede il visto

Djokovic ha vinto momentaneamente la battaglia legale con il governo australiano: secondo il tribunale di Melbourne, potrà restare e giocare l’Australian Open, riappropriandosi del suo visto. L’annullamento infatti è stato considerato irragionevole.

Il governo può però tentare di annullare nuovamente il visto, servendosi della legge australiana sull’immigrazione, e bandire Djokovic dal Paese per tre anni.

Cosa è successo in Australia

Già prima di partire, Novak Djokovic aveva dichiarato alle autorità australiane le motivazioni mediche della sua mancata vaccinazione: il tennista era già stato contagiato dal Covid, così come hanno sottolineato gli avvocati in apertura dell’udienza alla Corte federale di Melbourne.

Djokovic vuole rimanere nel Paese e inseguire il 21° Grande Slam. Il governo di Canberra, invece, ribadisce il diritto di respingere il campione: l’ingresso nel Paese è consentito solo a chi è vaccinato contro il Covid19 o a chi esibisce valide ragioni mediche per non farlo.

Intanto, il giudice aveva sospeso ogni tentativo di espellere dal Paese il campione almeno fino a sera (le 20 ora locale), fino alla conclusione dell’udienza di Melbourne.

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