Era il 28 settembre di un anno fa quando Vittorio De Luca consegnò una busta contenente un proiettile nelle mani di Don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo a Caivano, mentre distribuiva l’Eucaristia. Oggi, il Tribunale di Napoli Nord lo ha condannato a tre anni di carcere.
Caivano, busta con proiettili a Don Patriciello: condannato a tre anni di carcere
L’uomo, 75 anni, è attualmente ai domiciliari. De Luca è stato condannato per stalking con l’aggravante del metodo mafioso, riconosciuta per con il boss di Caivano Domenico Ciccarelli, di cui è il suocero. Dopo quell’episodio, a Don Patriciello venne rafforzata la scorta, che già aveva dal 2022.
Inoltre, il 75enne era stato assolto in un altro processo per aver minacciato sempre don Maurizio con un coltello e ha, tuttora, altri due processi in corso. In quel 28 settembre, durante la Santa Messa, De Luca si avvicinò al prete e gli consegnò la busta e si allontanò. Poco dopo fu bloccato e arrestato.
Le parole dell’avvocato di De Luca
Sulla decisione del Tribunale si è espresso Gabriele Roberto Cerbo, avvocato del 75enne. Il legale farà appello. Si è detto perplesso per “l’applicazione dell’aggravante mafiosa” e il fatto che “il tribunale non abbia tenuto conto delle cinque perizie, relative ad altri processi affrontati dall’uomo, che dichiaravano il 75enne incapace di intendere e di volere”.
Di contro, la perizia commissionata dal Tribunale ha fatto emergere la capacità di intendere e di volere e di stare in giudizio di De Luca, che è stato quindi condannato a tre anni. Il pubblico ministero aveva chiesto 4 anni e 8 mesi.







