Si è avuta questa mattina, presso il tribunale di Napoli, l’udienza preliminare per l’omicidio di Gianluca Coppola. Il 26enne, originario di Casoria, fu ferito mortalmente nel tardo pomeriggio dell’8 aprile davanti agli occhi del padre. A raggiungerlo sotto casa e a sparargli contro, colpendolo con 3 proiettili al collo e ai polmoni, il coetaneo Antonio Felli.  Quest’ultimo si presentò presentò ai Carabinieri della compagnia Casoria a circa 15 giorni dall’agguato ammettendo tutte le sue responsabilità e spiegando che aveva agito accecato dall’ira e dalla gelosia per la relazione di Gianluca con quella che era stata – dieci anni prima – la sua fidanzata.

Per Gianluca, incensurato e descritto da tutti come un bravissimo ragazzo, dopo un mese di agonia in ospedale non ci fu nulla da fare. Oggi la madre Elisa e il padre roberto , insieme ad amici ed altri familiari di vittime, erano all’ingresso del tribunale per chiedere giustizia, contestando la scelta del Gip di escludere sia i futili e abietti motivi sia l’aggravante mafiosa data la presunta militanza di Felli in ambienti criminali come raccontato da un collaboratore di giustizia vicino ai Moccia. 

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