Una telefonata studiata per provocare paura e spingere la vittima a consegnare rapidamente denaro. Era questo uno dei principali sistemi utilizzati da una rete criminale specializzata nelle truffe ai danni degli anziani, scoperta al termine di un’indagine che ha portato complessivamente a otto arresti.
Truffe agli anziani, la base operativa era a Napoli: otto arresti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe avuto una struttura ben definita, con compiti distribuiti tra diversi soggetti. A coordinare le attività sarebbe stato un trentenne originario di Casalnuovo e residente nel quartiere Barra di Napoli, già conosciuto dalle forze dell’ordine.
Il meccanismo della truffa partiva generalmente da una telefonata. Gli anziani venivano contattati e convinti che un figlio o un altro familiare si trovasse improvvisamente in una grave situazione giudiziaria. Frasi allarmanti, richieste urgenti di aiuto e persino urla e pianti riprodotti in sottofondo servivano a rendere credibile la storia e a mettere sotto pressione la vittima.
I presunti telefonisti avrebbero operato da centrali clandestine situate nel centro storico di Napoli, utilizzando anche vecchi elenchi telefonici per individuare le persone da contattare. Una volta riusciti a convincere la vittima, entravano in azione altri componenti del gruppo incaricati di raggiungere le abitazioni e ritirare denaro e oggetti di valore.
Come agiva la banda
La rete, secondo gli investigatori, poteva inoltre contare su persone incaricate di procurare schede SIM e automobili a noleggio, necessarie per organizzare gli spostamenti. I corrieri utilizzavano in alcuni casi anche autobus, treni e altri mezzi pubblici, così da muoversi sul territorio e raggiungere le vittime.
Le indagini si sono sviluppate soprattutto lungo l’asse tra Trieste e Napoli, consentendo di collegare diversi episodi avvenuti in numerose regioni italiane: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Marche e Campania.
Il bilancio dell’operazione è di 8 persone arrestate e 19 denunciate, mentre sono 18 gli episodi di truffa ricostruiti dagli investigatori. Il valore complessivo dei beni e del denaro sottratti sarebbe pari a circa 50mila euro. La refurtiva recuperata nel corso delle indagini è stata restituita interamente ai legittimi proprietari. L’inchiesta ha così permesso di fare luce su un sistema organizzato che avrebbe fatto leva soprattutto sulla paura e sull’affetto delle persone anziane per i propri familiari.







