Arrivano le condanne per i tre imputati coinvolti nell’agguato ai danni del pescivendolo e tiktoker Luca Di Stefano, ma con pene più leggere rispetto a quanto richiesto dalla Procura. Il giudice per l’udienza preliminare, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha riconosciuto colpevoli gli uomini ritenuti parte del commando vicino al clan Pezzella, escludendo però l’aggravante della premeditazione e riqualificando il reato in lesioni. Ad anticipare la notizia è Il Mattino.
Sant’Antimo, agguato in pescheria a Luca Di Stefano: arrivano tre condanne
La pena più bassa è stata inflitta a Michele Orefice, ritenuto figura di rilievo del clan attivo nell’area nord di Napoli, condannato a 4 anni di reclusione. Luigi Orefice dovrà invece scontare 5 anni e 8 mesi, mentre Pietro D’Angelo è stato condannato a 5 anni e 6 mesi. A difendere gli imputati gli avvocati Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono, Antonio Rizzo e Valentina Alfieri.
Secondo gli investigatori, all’origine del raid ci sarebbe stata una vicenda sentimentale. La vittima avrebbe infatti intrapreso una relazione con una donna che in passato era stata legata sentimentalmente a uno degli imputati. Da qui sarebbe maturata la decisione di organizzare l’agguato nel quale rimase ferito il noto tiktoker. L’episodio si verificò nel maggio 2025 all’interno della risto-pescheria “Il sole di notte” di Sant’Antimo, gremito di clienti al momento dell’irruzione armata.
Le indagini e gli arresti
Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile di Napoli e dal commissariato di Frattamaggiore, portarono lo scorso luglio all’arresto di Michele Orefice, del figlio Luigi e di Pietro D’Angelo.






