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Rapina al caveau del Vomero, il basista potrebbe essere un cliente con cassetta di sicurezza

Rapina al caveau del Vomero, il basista potrebbe essere un cliente con cassetta di sicurezza
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Proseguono senza sosta le indagini sulla clamorosa rapina alla filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro , avvenuta giovedì scorso nel quartiere Vomero. Al centro dell’inchiesta dei carabinieri c’è una figura chiave: un possibile basista “insospettabile” che avrebbe fornito informazioni decisive alla banda dei cosiddetti “uomini d’oro”.

Vomero, basista Crédit Agricole: l’ipotesi investigativa

Secondo gli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Napoli, il colpo sarebbe stato pianificato nei minimi dettagli grazie al supporto di qualcuno con accesso diretto al caveau. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un cliente della banca in possesso di una cassetta di sicurezza. Questa persona potrebbe aver osservato e memorizzato la struttura interna della filiale, fornendo indicazioni cruciali sugli accessi, sugli orari e sui sistemi di sicurezza.

Un dettaglio che spiegherebbe come i rapinatori siano riusciti a raggiungere con precisione il piano sovrastante il caveau, utilizzando una scaletta interna. Meno probabile, invece, la pista di una talpa interna con accesso ai sistemi informatici, dal momento che l’archivio elettronico non contiene informazioni sui contenuti delle cassette.

Rapina alle cassette di sicurezza: dinamica del colpo

La banda, composta da almeno otto o dieci persone, ha agito con estrema organizzazione. Una parte del gruppo ha operato nel sottosuolo, raggiungendo la banca attraverso i cunicoli fognari e sbucando in un magazzino abbandonato adiacente all’istituto, da cui è stato praticato un foro nel pavimento per accedere ai locali. Parallelamente, tre rapinatori travestiti con tute e maschere sono entrati dall’ingresso principale armati di pistole sceniche, riuscendo a eludere i controlli del metal detector. Una volta dentro, hanno sequestrato dipendenti e clienti per circa trentacinque minuti, rinchiudendoli in un ufficio senza ricorrere alla violenza.

Bottino e cassette di sicurezza: danni ancora da quantificare

Al momento sono circa quaranta le cassette di sicurezza forzate, ma il numero potrebbe aumentare con il passare delle ore. La stima del bottino resta incerta, poiché dipenderà dalle verifiche dei titolari che dovranno accertare eventuali ammanchi. I ladri sono riusciti ad abbattere il cancello di protezione e ad agire rapidamente grazie a un piano studiato nei minimi dettagli.

Fuga nelle fogne: il percorso sotto Napoli

Dopo aver completato il colpo, la banda si è dileguata attraverso il sottosuolo cittadino, seguendo un tragitto pianificato in anticipo. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione il percorso utilizzato, partendo dal cunicolo scavato per l’accesso alla banca. Le operazioni coinvolgono carabinieri, tecnici dell’ABC e speleologi, impegnati a individuare il punto esatto di uscita e a raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini.

Indagini in corso: impronte e attrezzi da scasso

Nel sottosuolo sono stati rinvenuti un generatore di corrente e diversi attrezzi da scasso, ora al vaglio degli investigatori. Su questi reperti sono in corso analisi approfondite per individuare eventuali impronte o tracce che possano portare all’identificazione dei responsabili. Le prossime ore saranno decisive per chiarire il ruolo del basista e ricostruire l’intera rete criminale dietro uno dei colpi più audaci degli ultimi anni a Napoli.

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