Fa freddo fuori e dentro le scuole della città di Aversa. Da giorni, infatti, centinaia di studenti sono costretti a fare lezione al gelo, con gli impianti di riscaldamento che funzionano a malapena o che non funzionano affatto. La situazione più grave si è registrata alla scuola “Cimarosa” di via Giotto, dove il malfunzionamento di una delle due caldaie e la scoperta, avvenuta solo questa mattina, di una perdita alle tubature hanno costretto alunni e alunne a presentarsi in classe con i plaid. Non va meglio negli altri istituti scolastici del territorio, come il plesso Siani e il Terzo Circolo didattico, dove le temperature rigide di questi giorni stanno mettendo a dura prova studenti e docenti.
Aversa, scuole al freddo. Giglio: “Primo intervento alla Cimarosa”. Minoranza: “Assenza di programmazione”
“Stamattina abbiamo eseguito un sopralluogo al Cimarosa insieme alla dirigente dell’area tecnica, ai tecnici della caldaia e all’assessore Sagliocco – fa sapere il consigliere comunale Pietro Giglio, a cui è affidata la delega all’edilizia scolastica -. Abbiamo scoperto una perdita alle tubature e da qui a tre giorni il problema dovrebbe essere risolto. Siamo subito intervenuti sulla seconda caldaia che da tempo non funzionava; l’altra, invece, non presenta problemi. Mentre alla Siani provvederemo a sostituire la caldaia”, rassicura Giglio.

Dura la minoranza che, criticando l’amministrazione Matacena, parla di “mancanza di programmazione”. Dal centrosinistra, il consigliere Mario De Michele attacca: “Sappiamo di chi è la colpa, è colpa della mancata programmazione. Non parlo da consigliere comunale, bensì da genitore: stamattina ho munito le mie figlie di plaid a scuola, come raccomandatoci dalla dirigente scolastica. Chiediamo una soluzione immediata. Domando all’amministrazione: cosa fareste al posto degli alunni? Come lavorereste voi, se foste al freddo per otto ore?”.
A fargli eco anche il consigliere di centrodestra Dino Carratù: “Da giugno 2025 che insisto puntualmente in tutte le commissioni lavori pubblici affinché si provveda all’accensione e alla verifica del funzionamento dei riscaldamenti nelle scuole. Quello che si è verificato è il frutto di un’assenza di programmazione. C’è da dire che l’amministrazione individuò all’epoca una ditta nell’ambito di quel famoso accordo quadro per gli edifici scolastici. Vorremmo capire in cosa è intervenuta e quali sono stati gli interventi realizzati”, conclude Carratù.





