variante ypsilon italia

Si moltiplicano le varianti del Covid-19. Tante quante sono le lettere dell’alfabeto greco. La più pericolosa al momento è la Delta, cioè la ex indiana, che ha ha fatto impennare di nuovo i contagi in Gran Bretagna. Si registrano focolai anche in Italia. Ma a spaventare i virologi, però, è la variante Yplison, l’ultima mutazione del virus che sarebbe in grado di resistere anche alla doppia dose di vaccino.

Mutazioni del Covid, preoccupa la variante Y

Al momento la Ypsilon è inserita nel gruppo delle varianti sotto osservazione, le cosiddette VoI (Variants of Interest). Tuttavia, secondo uno studio dell’università di Washington pubblicato su Science, sarebbe capace di eludere l’immuninazione dei vaccini e inibirne l’efficacia. L’unica nota positava è che, in base ai sequenziamenti Gisaid, se ne registrano in Europa appena 100 casi e in Italia soltanto due. La sua diffusione è ridotta, ma nulla esclude che nel prossimo anno possa diventare tra quelle dominanti.

La situazione in Italia

In Italia la variante dominante resta quella Alfa, cioè l’ex inglese. Tuttavia, secondo la fotografia scattata lo scorso 22 giugno dall’Istituto Superiore della Sanità, è la Delta che si sta rapidamente diffondendo nelle ultime settimane, al punto da soppiantare le vecchie mutazioni del Covid da qui alla fine dell’estate. Al momento, in Italia, tra i casi di contagio, è già al 22,7%, l’Alfa resta dominante (57,8%), la Gamma (ex brasiliana) è in crescita all’11,8% mentre né Beta (ex sudafricana) né Kappa (sotto-variante della Delta). L’Ypsilon, che è la più temuta, dovrebbe invece riguardare appena due casi.

L’allarme di Fabrizio Pregliasco

Il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato dal Corriere della Sera, prevede l’arrivo di una quarta ondata, che dovrebbe cominciare a incrementare la curva dei contagi “verso fine estate”. Anche se, alla luce dell’allentamento ormai generale delle restrizioni, “l’impennata potrebbe arrivare anche prima”. A rischiare maggiormente in estate – sotto il profilo delle positività – potrebbero essere non solo “chi si muove di più come i giovani” ma anche “chi non è stato vaccinato anche tra adulti e anziani”. Non è perciò da escludere “un aumento dei contagi tra i bambini che ancora non possono essere immunizzati”.

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