bonus bebè bonus mamma assegno unico

La legge 46 del 2021 ha introdotto l’assegno unico e universale per i figli. Si tratta di un sussidio a favore della natalità che prevede l’erogazione da parte dello Stato di bonus fino a 250 euro al mese per chi ha uno o più figli. In molti però si stanno chiedendo cosa succederà a bonus bebé e bonus mamma e alle altre forme di welfare previste dalle vecchie normative.

Assegno unico, cosa succede a bonus mamma e bonus bebé

Con la definizione “unico” si intende che il nuovo aiuto andrà a sostituire tutte le attuali forme di sostegno che il sistema oggi riconosce alle famiglie, dalle detrazioni Irpef per carichi familiari relative ai figli agli assegni al nucleo, dal bonus bebè a quello per la natalità o l’adozione, dal bonus mamme all’assegno per il terzo figlio. Con l’introduzione dell’assegno unico verranno “inglobati” i bonus oggi esistenti come l’assegno di natalità (il cosiddetto bonus bebè) e il premio alla nascita (bonus mamma domani). Entrambe erano misure universali e senza limiti Isee. Il 2021 sarà quindi l’ultimo anno in cui usufruire dei bonus. Dal 2022 ci sarà solo l’assegno unico.

Bonus bebé fino al 31 dicembre 2021

Nel 2020 il bonus bebè era stato sganciato dall’Isee. Tutte le famiglie che fino al 31 dicembre 2021 accoglieranno al loro interno un nuovo figlio, nato, adottato o in affidamento, potranno ancora contare sul bonus bebè, riconosciuto solo per il primo anno di ingresso del figlio in famiglia. L’Inps non richiede l’Isee perchè la misura è universale e spetta a tutte le famiglie. Sono comunque previsti dei benefici in termini di importi agevolati per le famiglie con un valore Isee particolarmente basso.

In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2021 la maggiorazione del bonus è del 20% del beneficio. In questo caso la misura spettante è rispettivamente pari a 192 euro, 144 euro e 96 euro mensili a seconda del valore assunto dall’Isee minorenni. Per chi non vorrà presentare l’Isee, l’Inps richiede un’autocertificazione sull’esistenza degli altri requisiti: cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea o permesso di soggiorno Ue, residenza in Italia, convivenza con il figlio (figlio e genitore richiedente devono essere coabitanti e avere dimora abituale nello stesso comune)

La domanda va presentata direttamente all’Inps da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso del minore affidato o adottato nel nucleo familiare. La domanda va presentata per ogni figlio, ed una sola volta. Anche se la domanda va presentata entro 90 giorni dall’evento, la data di decorrenza del pagamento del bonus è quella di presentazione della domanda.

Bonus mammà

Dal 2017 l’Inps riconosce alla mamma che ha avuto un figlio, oppure ne ha adottato uno o preso in affidamento, un bonus chiamato premio alla nascita. L’importo del bonus mamma è di 800 euro una tantum. Anche questo bonus sarà assorbito dall’assegno unico ai figli. Per il bonus mamma, la richiesta può essere presentata a partire dal termine del settimo mese di gravidanza fino alla data dell’evento. Il bonus è rivolto alle donne in gravidanza oppure alle neo-mamme dalla data di nascita, adozione o affidamento del figlio. Il beneficio è concesso in un’unica soluzione per ogni evento (gravidanza, parto, adozione o affidamento) e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato. Ogni mamma può presentare domanda già dall’inizio dell’ottavo mese di gravidanza ed ha tempo un anno dalla data dell’evento. Significa che se il figlio è nato a giugno 2020, potrà chiedere il beneficio fino a giugno 2021.

continua a leggere su Teleclubitalia.it