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Sono ormai quattro le regioni tinte di “rosso” lungo lo Stivale. Insieme alla Campania anche la Puglia, la Sardegna e la Valle d’Aosta. Domani la cabina di regia del Cts e del Governo deciderà, sulla base del monitoraggio dell’Istituto Superiore della Sanità, quale sarà il destino delle quattro regioni per le prossime due settimane.

Campania in bilico tra rosso e arancione, domani si decide

La decisione vale milioni di euro. In attesa di riaprire, infatti, ci sono centinaia di attività commerciali disseminate in tutta la Campania. Dai barbieri ai parrucchieri. Dai centri estetici ai negozi di abbigliamento. Pochi giorni fa il governatore Vincenzo De Luca ha dato al “90 %” il ritorno della regione in zona arancione. Eppure i dati diffusi attraverso gli ultimi bollettini dell’Unità di Crisi tratteggiano una situazione ancora complicata, con il tasso di positività superiore al 10 % e i contagi giornalieri mai inferiori ai 1500 casi.

L’unico dato confortante è rappresentato dal sensibile calo dei ricoveri in terapia intensiva e in degenza ordinaria. Sono questi i numeri su cui fanno leva a Palazzo Santa Lucia per confidare nel passaggio nella zona di rischio intermedio. La colorazione “arancione” per la Campania significherebbe, oltre all’apertura di tante attività, anche il rientro in classe di decine di migliaia di studenti tra medie e superiori. Una mobilitazione importante, quella del mondo scolastico, che potrebbe mettere a rischio il contenimento dell’epidemia.

La nuova ordinanza e il decreto

Il Ministro Roberto Speranza, entro venerdì sera, licenzierà il nuovo provvedimento che deciderà la fascia di rischio da assegnare alla Campania. L’ordinanza avrà valore di due settimane, salvo revoche disposte a una settimana di distanza dall’adozione. Significa, in sintesi, che la Campania potrebbe restare zona rossa fino al 26 aprile o al 3 maggio. Se invece il monitoraggio dell’ISS fosse favorevole, da lunedì 19 aprile la regione tornerà a tingersi di arancione.

Va ricordato, però, che il 30 aprile scade l’ultimo decreto Draghi che ha “congelato” la zona gialla. In corrispondenza della fine del mese, dunque, spetterà al Governo stilare le nuove regole valevoli per tutta l’Italia e per le singole regioni. Non è escluso, dunque, che anche in presenza di un’ordinanza emanata nella giornata di domani dal ministro della Salute, il quadro delle restrizioni possa essere destinato a cambiare comunque in relazione al nuovo decreto dell’Esecutivo che ridisegnerà la mappa del rischio. Il prossimo provvedimento potrebbe ripristinare le zone gialle e consentire il ritorno in attività per palestre, cinema e teatri. Da valutare, infine, l’apertura serale dei ristoranti.

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