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La Gran Bretagna vede la luce in fondo al tunnel. Mentre il resto dell’Europa arranca nella campagna di immunizzazione, il Governo di Boris Johnson ha messo insieme una vera macchina da guerra in grado di assicurare più di 300mila vaccinati al giorno. Gli effetti sulla curva epidemica si avvertono: crollano i contagi e il numero dei decessi.

Gran Bretagna, 17 morti in un solo giorno: non capitava da settembre

Era il 28 settembre 2020 quando nel Regno Unito si registravano appena 13 morti per Covid. Da allora il Paese d’Oltremanica ha fatto i conti con un’escalation di vittime che l’ha portata ad essere tra i Paesi più colpiti al mondo. Ieri si è registrato il dato più basso da quel giorno: 17 decessi. Lunedì della passata settimana i decessi accertati erano stati 52. Secondo i dati di oggi resi noti dalle autorità sanitarie britanniche, i nuovi casi di Covid accertati nelle ultime 24 ore sono stati 5.342, in aumento rispetto ai 4.618 nuovi casi registrati una settimana fa.

Il duro lockdown imposto alla Gran Bretagna dal mese di gennaio e la campagna vaccinale partita prima che nel resto dell’Europa hanno prodotto i loro risultati. Nonostante le perplessità di scienziati e di altri partner del Vecchio Continente, Boris Johnson sta raccogliendo i frutti delle sue politiche. Nelle ultime 24 ore nel Regno Unito sono state somministrate 367.006 prime dosi del vaccino anti-Covid e 52.612 seconde dosi, dopo il record (per il terzo giorno consecutivo) registrato sabato, con 844.285 dosi somministrate. In tutto, dall’inizio della campagna di vaccinazioni, sono state somministrate 27.997.976 prime dosi.

L’exit strategy

Nel presentare il programma di uscita dal lockdown ormai in vigore da due mesi, Johnson ha parlato di «cauto» piano graduale in quattro fasi: con la riapertura delle scuole l’8 marzo e qualche limitatissimo allentamento delle restrizioni sociali fra l’8 e il 29; seguite da alleggerimenti più estesi il 12 aprile, il 17 maggio e un previsto superamento generale delle misure il 21 giugno. Johnson ha evocato «i successi» nella campagna dei vaccini come una spinta a riaprire, ma ha indicato pure 4 condizioni sul contenimento della pandemia e della varianti che andranno verificate prima di ogni tappa affinché «i cambiamenti siano irreversibili».

Il resto d’Europa fa fatica

Non sono gli stessi numeri quelli che invece si registrano nel resto d’Europa e in particolare nell’Ue. La Germania prolungherà il lockdown fino al 18 aprile. A deciderlo la cancelliera tedesca, Angela Merkel, insieme ai governatori dei Laender. La Francia invece fa i conti con un boom di ricoveri in terapia intensiva e l’Italia continua a registrare una forte pressione sulle strutture ospedaliere e problemi di approvvigionamento dei vaccini.

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