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E’ rimasta fedele a Raffaele Cutolo per 38 anni. Immacolata Iacone è la moglie del boss dell Nuova camorra organizzata, deceduto ieri all’età di 79 anni.

L’amore di Cutolo: 38 anni insieme a Imma

Nel 1983 Immacolata Iacone ha sposato Raffaele Cutolo, 20 anni più grande di lei. In quel momento lui si trovava già in carcere. Fu una relazione particolare, fatta di pochi contatti e molte lettere.

Quando Cutolo era ancora in vita, la moglie poteva incontralo nel carcere di Parma, ma una volta al mese e per una sola ora, senza mai toccarsi. “Quando mi sono fidanzata con lui, mi disse “due anni e sto fuori” e io risposi “dieci anni e ti aspetto”, dichiara nell’intervista rilasciata a Fanpage due anni fa.

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“Non mi ha fatto del male. Io ho amato questa persona, amo questa persona. Ho fatto una scelta e penso che una persona che fa una scelta la deve mantenere fino alla fine, in qualsiasi modo”. Si innamorò del boss quando lei aveva 17 anni. In quegli anni lui era all’apice del suo potere criminale. Per sposarlo dovette fare un giuramento. “C’era un Vescovo della zona della Sardegna, diceva che era una cosa assurda che mi dovevo sposare e feci un giuramento, dovetti fare un giuramento davanti a lui e davanti alla chiesa che io firmavo che era una mia volontà, una mia decisione fare questa cosa. E ho dovuto fare questo prima del matrimonio”.

La figlia Denise

I due nel 2007 hanno avuto una figlia, Denise, concepita con inseminazione artificiale. L’autorizzazione fu concessa dal Ministero della Giustizia nel 2001, dopo una battaglia legale cominciata nel 1983. Immacolata Iacone parlò della figlia alla Voce di Napoli: “Una volta dicevo di vivere solo per Raffaele, adesso prima di Raffaele c’è lei e va difesa”. La costruzione del rapporto padre-figlia in quelle condizioni fu complicata: “Si tratti di amore e dolcezza. Raffaele continua a scrivere poesie per la sua bimba e le invia tramite telegrammi – diceva – Li conservo tutti e quando sarà più grande glieli consegnerò, aiutandola a leggere attraverso le parole per farle capire il senso e la forza di quelle righe”.

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