Si preannuncia una notte di battaglia nel mondo dei ristoratori. Domani, 15 gennaio, molti commercianti del settore della ristorazione decideranno di restare aperti dopo le 18, in segno di sfida alle restrizioni stabilite dal Governo. Dal centro storico al lungomare.

Napoli, ristoratori in protesta: domani in molti resteranno aperti dopo le 18

Il malcontento viaggia via Telegram. E proprio su quest’app negli ultimi giorni sono nati diversi gruppi che inneggiano alla rivolta pacifica contro il Governo. La manifestazione prevede un’unica parola d’ordine: restare aperti. E così, mentre l’Esecutivo è in crisi, il gruppo “IoaApro” registra 12mila iscritti. Esiste anche una variante locale “IoApro Campania”, che raccoglie tantissimi commercianti dell’area partenopea, sempre più agguerriti e sfiancati da una pandemia che ha tolto il 70 % degli introiti anche in zona gialla.

Ma cosa rischiano i ristoratori che resteranno aperti contro le norme anti-covid? Di sicuro una sanzione e la sospensione dell’attività per cinque giorni. I titolari dei ristoranti però in queste ore stanno compulsando manuali di diritto e interpellando avvocati e studi legali per capire come preparare un eventuale ricorso. In campo è sceso anche l’avvocato Angelo Pisani: “Trattandosi di una protesta, si potrebbe parlare di diritto a manifestare, anche quello garantito dalla Costituzione. Perciò sarà essenziale il rispetto delle norme anti-Covid per coloro che apriranno. Dipenderà dalle situazioni specifiche, da analizzare caso per caso, verbale per verbale. Alcuni giudici potrebbero confermare le multe”.

Il numero delle adesioni in queste ore stra crescendo. I ristoratori hanno deciso di alzare il livello della protesta, prima con i blocchi stradali di ieri, poi con una nuova azione coordinata per la serata del 15 gennaio che prevede un’apertura “forzata” per decine di attività. Fino a ieri sera erano circa 200 i membri del gruppo “IoApro Campania”, che comprende anche clienti pronti a sedersi a tavola.

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