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C’è un clima di incertezza a Palazzo Chigi e nel Paese per quello che potrebbe succedere se cadesse il Governo Conte. Dopo la crisi, si aprono scenari imprevedibili, che rischiano di compromettere l’arrivo dei fondi europei del Recovery Fund e l’approvazione dello scostamento di bilancio da 24 milardi per finanziare i ristori Covid.

Cosa succede se cade il Governo, clima di incertezza nel Paese

Matteo Renzi non è pronto ad arretrare di fronte alle sue richieste. I cambiamenti introdotti anche all’interno del piano del Governo Conte per l’attivazione dei fondi Next Generation Eu – circa 209 miliardi per l’Italia – non gli hanno fatto cambiare idea. Restano troppi nodi irrisolti: i fondi del Mes per la Sanità, così come la delega ai Servizi Segreti. Gli scricchiolii sono ormai diventati una crepa. Il leader di Italia Viva sta così per abbandonare l’Esecutivo al suo destino e togliere l’appoggio dei suoi parlamentari alla maggioranza. Diciotto senatori e trenta deputati in meno per il Governo Conte.

Un buco che fa traballare i numeri in Camera e in Senato. La sfida del pallottoliere è cominciata. Alcuni giorni fa il portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, avrebbe invitato il premier ad andare in Parlamento per sfidare Matteo Renzi sui numeri: “Asfaltiamolo”. L’Esecutivo farebbe leva su un gruppo di “responsabili”, poi ribattezzati “costruttori”. Si tratta di deputati del Gruppo Misto e di alcuni scontenti delle file dei renziani, pronti a sostenere Giuseppe Conte.

Ma gli scenari possibili sono tanti. Con il ritiro della delegazione di Italia dei Valori dal Consiglio dei Ministri, la crisi extra-parlamentare sarà ufficialmente avviata. In attesa della conferenza stampa di Matteo Renzi, il premier Conte si è già recato dal Presidente della Repubblica al Quirinale. Un colloquio al momento informale che certifica però lo stato di “pre-crisi” in cui versa il Governo. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si è detto molto preoccupato, su quello che succederebbe al Paese in caso di dimissioni del Governo o di improvvisi – quanto improbabili – cambi di maggioranza.

Recovery Plan e scostamento di bilancio: i punti critici

In questo momento ci sono due priorità fondamentali che l’Esecutivo deve affrontare. L’approvazione del Recovery Plan, necessaria per non perdere il treno dei finanziamenti europei per la ripresa economica; lo scostamento di bilancio da circa 24 milardi di euro per erogare i ristori destinati alle categorie imprenditoriali e lavorative colpite dalla crisi. Senza l’ok del Parlamento, si potrebbero accumulare dei ritardi pericolosi in attesa di una nuova maggioranza. L’Italia potrebbe perdere i soldi dell’Ue, o riceverli in ritardo, mettendo in agitazione anche la tenuta dell’Unione e i rapporti con la Francia e la Germania, mai così uniti di fronte alla pandemia. A rischio ci sarebbero poi i sussidi per ristoratori, bar e negozianti. Una polveriera sociale pronta a esplodere, come già dimostrato dai blocchi stradali di oggi.

Per questo occorre scongiurare una crisi al buio. Sergio Mattarella ne è consapevole e non accetterà nuove maggioranze raccogliticce oppure soluzioni di difficile gestione che potrebbero aprire una lunga fase di instabilità in un periodo segnato dall’arrivo della terza ondata. Per capire cosa succede se cade il Governo Conte occorre dunque guardare a questi presupposti. Da qui è possibile sviluppare alcuni scenari. Il primo da scartare, dunque, è lo scioglimento anticipato delle Camere con il Governo attuale chiamato a svolgere gli affari correnti fino alle urne. E’ quanto chiede da tempo Giorgia Meloni, pronta a capitalizzare il consenso certificato dai sondaggi degli ultimi mesi. Ci sono decisioni di capitale importanza – come il Recovery Plan, appunto – che richiedono Esecutivi “politici”, sostenuti dal Parlamento.

L’ipotesi di un Governo di scopo

La soluzione invece invocata oggi da Beppe Grillo è una sorta di patto tra i partiti che permetta di traghettare il Paese verso l’uscita dalla crisi del Covid-19. Una sorta di Governo di scopo, presumibilmente rappresentato da un Conte Ter, che approvi i provvedimenti più urgenti e coordini le Regioni in vista della più grande campagna di vaccinazione nella storia del Paese. E’ quanto in realtà vorrebbe anche lo stesso Matteo Renzi. Ma con un uomo diverso al comando. Renzi spinge per far cadere l’avvocato e sostituirlo con una figura istituzionale o super partes. Ad esempio Mario Draghi, ex presidente della Bce. Ma l’opzione di un Esecutivo “tecnico” non piace al Movimento Cinque Stelle. I pentastellati hanno già annunciato l’altolà all’ingresso di Italia Viva nella nuova compagine governativa che andrebbe a formarsi all’ombra del Colle.

Cosa succede se cade Conte. La terza stampella: il sostegno di Forza Italia

Se l’appello di Beppe Grillo non venisse raccolto e la proposta di Renzi bocciata del tutto, ci sarebbe l’ipotesi di un Governo con una nuova maggioranza parlamentare. Il Partito Democratico e il M5S, ormai rafforzati da un’alleanza presente anche in molte realtà locali, punterebbe sull’ingresso di una forza “responsabile”, come Forza Italia. Il partito del Cavaliere, Silvio Berlusconi – per il tramite di esponenti di spicco come Renato Brunetta – già in estate aveva lanciato segnali di disponibilità a venire in soccorso alla maggioranza di Governo.

Un’apertura a “sinistra” che però non è piaciuta agli alleati del centrodestra (Giorgia Meloni e Matteo Salvini). Da qui l’archiviazione di ogni ipotesi di sostegno di Forza Italia al Governo giallo-rosso, che però potrebbe riprendere quota di fronte alla crisi innescata da Matteo Renzi. Cosa succede in caso di fine del Governo Conte è un rebus nelle mani di Sergio Mattarella, a cui spetterà l’onere di avviare i colloqui tra gli esponenti delle forze politiche per costruire una nuova squadra di Governo in grado di portare il Paese fuori dall’impasse della pandemia nei prossimi 100 giorni.

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