Cento giorni. E’ questa la durata della “guerra” che il Governo Conte ha deciso di scatenare contro il Covid-19 per rientrare dall’emergenza. Da gennaio ad aprile l’Esecutivo vuole tracciare una parabola che porti l’Italia, grazie alla massicia campagna di vaccinazioni e a nuove restrizioni, a uscire dal tunnel del coronavirus.

Governo, la guerra dei “100 giorni” contro il Covid

Le manovre con cui Palazzo Chigi intende affrontare questa terza ondata prenderanno corpo alla luce del nuovo Dpcm del 15 gennaio. Resterà in piedi la suddivisione dell’Italia in colori, con l’introduzione però di parametri più rigidi per l’inserimento nelle fasce di rischio più restrittive. Su suggerimento del Cts (Comitato Tecnico Scientifico), il Governo abbasserà l’RT – cioè l’indice di trasmissione del contagio – per zona rossa e zona gialla. Basterà infatti raggiungere un Rt di 1,25 per finire nella fascia con maggiori limitazioni. Appena 1,00 per la zona intermedia.

Tra le novità ci dovrebbe essere anche la previsione di una zona “bianca”, prevista soltanto per le regioni più virtuose che abbiano un Rt inferiore a 0,50. In questa zona ci sarebbe un ritorno quasi integrale alla normalità. Resterebbero in piedi l’obbligo di mascherina e il divieto di assembramento, ma riaprirebbero bar e ristoranti anche di sera, oltre che palestre, piscine, cinema e teatri. Una situazione molto simile a quella sperimentata durante i mesi estivi.

Il piano B: zona rossa in tutta Italia

Ma esiste anche un piano B, più duro, sostenuto soprattutto dal Ministro Roberto Speranza e dai rigoristi. Una zona rossa o arancione estesa in tutta Italia per 100 giorni qualora la curva dei contagi, appesantita dalle riaperture natalizie, dovesse riprendere a salire in maniera incontrollata. Certo è che il lockdown vero e proprio, quello sperimentato durante la prima ondata, è una soluzione non più praticabile, e soprattutto non più gestibile. “Pur rendendoci conto che ovviamente la soluzione migliore sarebbe quella che abbiamo preso a marzo-aprile, ovvero il lockdown totale e nazionale, non possiamo più farlo”, ha ammesso Agostino Mozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico.

Da qui l’eventualità di una zona arancione “rafforzata” o di una zona rossa per tutta l’Italia della durata di circa 100 giorni, da fine gennaio ad aprile. In questo caso, ci si potrebbe muovere soltanto per motivi di necessità o comunque entro i confini del territorio comunale. Ristoranti e bar continuerebbero a funzionare soltanto per asporto o per delivery.  I virologi ritengono che soltanto in questo modo si può tenere sotto controllo la curva dei contagi – già in risalita in diverse regioni – e permettere al sistema sanitario di reggere all’urto della terza ondata in attesa di aprile. A Pasqua ci sarebbe la svolta: secondo il Governo sarebbero già vaccinate 8 milioni di persone.

A quel punto la soglia dell’immunità di gregge sarebbe più vicina e con l’indebolimento del virus durante i mesi più caldi, la fine del 100 giorni equivarebbe all’epilogo dell’emergenza. “In questi cento giorni – hanno spiegato in Consiglio dei Ministri – c’è il nostro futuro: se riusciamo a vaccinare tutti gli operatori sanitari, gli 80enne e parte dei 70enni, tra cento giorni, a fine aprile, avremo una pressione sulla rete ospedaliera assolutamente gestibile. Il Covid sarà un ricordo”.

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