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Il Governo è pronto a varare una nuova stretta e a inasprire i parametri in base ai quali viene suddivisa l’Italia in fasce di rischio. Il provvedimento – che vestirà probabilmente la forma del Dpcm – potrebbe arrivare per la fine delle feste, prima dell’8 gennaio.

Governo, pronta nuova stretta per frenare i contagi: rivedere l’Rt

La curva dei contagi è in risalita in quasi tutta la Penisola. In molte regioni già si registrano gli effetti delle riaperture prenatalizie. Il numero dei nuovi casi ha sfondato l’altro ieri i 22mila in un solo giorno e il rapporto tra positivi e tamponi è in rialzo. Per questo l’Esecutivo sta pensando di correre ai ripari. E vuole farlo prima della cabina di regia con il Comitato Tecnico Scientico dell’otto gennaio, quello che, da calendario, dovrebbe portare ad aggiornare la collocazione delle regioni nelle fasce di rischio.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, spalleggiato dal dem Dario Franceschini, vogliono puntare a rivedere subito le procedure con cui si stabiloscono le zone di appartenenza di ciascuna regione. Nel mirino l’indice Rt, cioè l’indice di trasmissibilità del virus. Oggi è necessario raggiungere un Rt di 1,5 per finire in zona rossa e di 1,25 per finire in arancione. La fronda dei rigoristi vuole spingere questo parametro più in basso e ridurlo di 0,25. Significa finire in zona rossa con un indice di 1,25.  Se così fosse, già dalla fine delle vacanze, diverse regioni finirebbero nella fascia di massimo rigore, comprese quelle apparentemente più virtuose.

Zona rossa nei weekend e festivi

L’altra ipotesi sul tavolo del Governo è ispirata invece al modello sperimentato durante le vacanze natalizie, che prevede un’alternanza di colori durante la settimana. Significa zona rossa in tutta Italia per ogni weekend e nei giorni festivi fino almeno a febbraio, in attesa che la campagna di vaccinazione decolli definitivamente. Bar e ristoranti resterebbero così aperti durante la settimana, ma chiusi il sabato e la domenica e nei giorni rossi del calendario. Una decisione definitiva sulla strategia da adottare per frenare la terza ondata sarà probabilmente adottata soltanto alla luce dei bollettini dei prossimi giorni, quando sarà chiaro l’impatto delle feste natalizie sull’indice dei contagi.

Campania, De Luca pronto a nuovi provvedimenti?

In Campania la situazione nelle ultime settimane è migliore che in altre parti d’Italia. Il rapporto tra positivi e tamponi è inferiore al 7 %, il numero dei contagi è stabile, sotto ai duemila casi giornalieri. Stabile anche il numero dei ricoveri in degenza ordinaria e in terapia intensiva. Eppure il governatore Vincenzo De Luca non abbandonerà la linea del rigore. Ha già annunciato uno slittamento dell’apertura delle scuole a metà gennaio. Ha poi già sperimentato la proroga della zona arancione dal 20 al 23 dicembre, in contrasto con le decisione del Governo centrale.

Nulla esclude dunque che l’inquilino di palazzo Santa Lucia possa inasprire le misure dal 7 gennaio, quando in teoria la Campania tornerà in zona gialla, per evitare un pericoloso “liberi tutti” che avrebbe effetti devastanti sulla curva dei contagi. Tra le misure sul tavolo della Regione, c’è la limitazione degli spostamenti inter-provinciali, oppure nuove fasce d’orario per ristoranti e bar. Ogni decisione, però, dovrà essere controbilanciata da un sistema di ristori economici per le categorie economiche colpite. Altrimenti il rischio di una rivolta o di una nuova ondata di proteste di piazza è dietro l’angolo.

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