7 gennaio regioni zona rossa

Dal 7 gennaio l’Italia uscirà dalla zona rossa delle festività natalizie per tornare a un sistema a fasce per regioni. E’ attesa per la prossima settimana la riunione della cabina di regia per il monitoraggio regionale, che verifica i dati epidemiologici sulla base dei 21 parametri. Subito dopo il governo prenderà le sue decisioni.

Coronavirus, dal 7 gennaio tornano le fasce: 6 regioni a rischio zona rossa

Al momento la curva dei contagi segna una lenta decrescita, ma l’Rt è in aumento, in particolare in alcune regioni. E a partire dal 6 gennaio, il Paese potrebbe finire nuovamente in zona rossa o in zona arancione.

A rischiare sono soprattutto Veneto, Liguria e Calabria, che secondo l’ultimo report Iss hanno superato il valore 1 di Rt e che potrebbero essere soggette a maggiori restrizioni. Ma non sono l’uniche: preoccupano i dati della Puglia, Basilicata e Lombardia.

Sarà dunque il governo a decidere, la prossima settimana, a seguito delle verifiche effettuate dagli esperti sul nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità.

Intanto, lo stesso presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, invita i cittadini alla cautela spiegando che “una vera valutazione solida dell’andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio”.

Regioni in zona gialla: il caso Campania

Le altre regioni, invece, dovrebbero passare in zona gialla. E’ il caso della Campania, anche se ieri i dati (oltre 1700 positivi) mostrano un lieve aumento dei contagi. Un dato che potrebbe influire sulla valutazione del cts. Intanto, il governatore della Campania ha già annunciato che le scuole non riapriranno del tutto.

Sento che si parla della riapertura dell’anno scolastico il 7 gennaio – ha detto – queste cose mi fanno impazzire. Come si fa a dire ‘si apre’ senza verificare la situazione? In Campania non apriamo tutto il 7″, ha spiegato De Luca. In Campania il 7 gennaio riprenderanno le prime e le seconde elementari, l’11 la scuola primaria, il 18 le tre classi della secondaria di primo grado e il 25 la secondaria di secondo grado”.

Le riaperture

A metà gennaio scadono le disposizioni del Dpcm del 3 dicembre. Servirà un altro Dpcm per regolamentare l’eventuale riapertura delle attività di palestre, piscine, cinema, teatri, centri estetici e di tutte le attività al momento chiuse.

Tale decisione, tuttavia, è condizionata da una serie di precauzioni e regole che si stanno mettendo nuovamente a punto. In discussione c’è la possibilità di contingentare ulteriormente il numero degli ingressi, ma anche quello di impedire ai clienti di poter accedere agli spogliatoi. Rischia di slittare ancora anche la ripresa dei cinema e dei teatri. In questo caso il problema sembra rappresentato soprattutto dalle file agli ingressi.

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