Coprifuoco dalle 22 alle 5, accompagnato da una serie di misure più restrittive in base ai diversi scenari di rischio in cui verranno inserite le Regioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, didattica a distanza al 100% per le scuole superiori e riduzione della capienza dei mezzi del trasporto pubblico locale al 50%. Sono questi alcuni punti contenuti nella bozza del nuovo Dpcm che dovrebbe entrare in vigore il 5 novembre e durare fino al 3 dicembre.

Confermata quindi la divisione dell’Italia in tre fasce (da verde a rosso) in base ai parametri del contagio e lo stop agli spostamenti tra i territori più colpiti dal virus. Stop anche a musei e centri commerciali nel weekend. Le trattative però non sono finite.

Le regioni a rischio

Secondo le ultime indiscrezioni, le regioni più a rischio di rientrare nello scenario ‘rosso’ sarebbero Lombardia e Piemonte. Qui potrebbe essere applicato il lockdown “light” di cui parlava la sottosegretaria Sandra Zampa, con la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, tranne di quelli di prima necessità e le industrie. Nel secondo scenario di rischio, quello ‘giallo’, potrebbero rientrare regioni come Liguria, Puglia, Calabria, ma probabilmente anche Veneto e Campania.

In queste regioni, secondo quanto emerge dal testo, ristoranti e bar resterebbero con le serrande abbassate tutto il giorno (non più alle 18), mentre resterebbero aperti parrucchieri e centri estetici. Nello scenario ‘verde’ le regioni subiranno le misure già previste a livello nazionale e annunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso alla Camera di lunedì.

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