Cani abbandonati e in alcuni casi buttati nella spazzatura. Quest’estate, a Napoli e nella sua provincia, sono più che raddoppiati i casi di animali abbandonati rispetto al passato.

Gli abbandoni sono aumentati del 70%” spiega Melina Vitale  al Mattino che ora, nel suo rifugio a Ponticelli, ospita più di 200 cani.

“All’inizio del lockdown, c’è stata una vera e propria corsa all’adozione e, addirittura, ci hanno chiesto di affittare i cani come se fossero giochi per i bambini chiusi in casa” continua Melina che – durante l’esplosione dell’emergenza Covid – si è recata ogni giorno al rifugio insieme alle instancabili volontarie. “Gli abbandoni sono ripresi subito dopo il lockdown – aggiunge – ci hanno lasciato due cucciolate all’ingresso. Potremmo raccontare storie come quella di Toppy, la cagnolina abbandonata perché aveva una zampa deforme, o di Egidio, un misto pit-bull buttato in una discarica”.

“La gente mostrava chiaramente la paura che gli animali potessero mischiare il virus, cosa non vera – continua la volontaria – così si sono verificati abbandoni di cani padronali che vivevano in famiglia da tanti anni. E lo stesso è accaduto con i gatti”.

In difficoltà anche altre associazioni, come “Diamo una Zampa” onlus. Anche Luigi Cerciello, 27enne, di Somma Vesuviana conferma che “gli abbandoni sono aumentati drasticamente”. Il volontario di recente ha contratto il virus ed è stato ricoverato in ospedale, ciononostante ha coordinato il salvataggio di 24 cani recuperati in strada. “Siamo in difficoltà e chiediamo aiuto a tutti per adozioni consapevoli”, è l’appello lanciato dal 27enne.



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