Melito, febbre e mal di testa, poi il ricovero: così è morto Lello. I sintomi

Melito, febbre e mal di testa, poi il ricovero: così è morto Lello. I sintomi

E’ morto dopo aver lottato per diversi giorni contro un tumore al cervello. Raffaele Santagata, 18 anni compiuti lo scorso 13 marzo, non ce l’ha fatta. Anche lui si aggiunge alla lunga lista delle vittime della Terra dei Fuochi.

Il dramma, febbre e mal di testa

L’incubo per Lello è cominciato a fine novembre. Il giocatore, in forza al Casarano Calcio, classe 2001, aveva accusato una strana febbre e attacchi di emicrania. Il tecnico della squadra, Dino Bitetto, comunicò che era stato colpito da un attacco febbrile. Niente faceva pensare a qualcosa di così grave. Poi nel giro di poche settimane il ricovero d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli e infine l’operazione. La città di Melito, di cui è originario, ha pregato per lui fino alla fine, ma per Lello non c’è la fatta. Dopo l’intervento, è finito in coma e le sue condizioni sono apparse subito critiche. Infine ieri la morte.

Il lutto per Lello Santagata

La notizia di Lello Santagata ha fatto il giro del rione 219, dove abita la famiglia e dove tutti lo hanno visto crescere. Si è sperato e pregato in un tam tam di voci, post e foto sulle bacheche social. In uno dei tanti messaggi si chiede di evitare i fuochi d’artificio la notte del 31 dicembre in segno di sostegno e rispetto. Anche la Sangiustese si è stretta attorno a lui e alla sua famiglia in un abbraccio virtuale. Santagata aveva giocato diverse partite a metà del girone di andata, con il tecnico de Candia in panchina, nel ruolo di esterno segnalandosi con prestazioni sempre positive. Poi, lo stop per l’improvvisa malattia.

I sintomi del tumore al cervello

Lello è morto per un tumore al cervello. Il cancro può colpire qualsiasi parte del cervello, più frequente di tutti è il glioma: rappresenta circa il 40% di tutti i tumori cerebrali primitivi. Esistono poi i medulloblastomi maligni e frequenti in età infantile o nell’adolescenza. I meningiomi nascono ovviamente nelle meningi. Germinomi, neurinomi, craniofaringiomi e linfomi primitivi sono forme di cancro più rare, invece. Quali sono i sintomi? Dipendono soprattutto dalla localizzazione e dalle dimensioni del cancro. Ogni zona infatti è responsabile di una funzione specifica, come abbiamo detto, quindi sarà quella stessa funzione a essere compromessa.

Una grande varietà di campanelli d’allarme lo caratterizzano. Se nel lobo frontale, ecco comparire una grande debolezza e incapacità di muovere una parte del corpo, oppure disturbi dell’umore e confusione. Se nel lobo parietale, convulsioni, paralisi, impossibilità a compiere movimenti complessi come lo scrivere o il tenere in mano un oggetto. Lobo occipitale? Disturbi visivi fino alla cecità, allucinazioni e convulsioni. Se nel lobo temporale, compaiono disturbi dell’equilibrio e del senso dello spazio, incapacità a comprendere e svolgere comandi molto semplici, convulsioni e impossibilità di parlare. Cervelletto? Difficoltà a mantenere l’equilibrio e a coordinare i movimenti, forti cefalee, nausea e vomito.



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