Don Michele, non basta il pentimento: No ai domiciliari

Don Michele, non basta il pentimento: No ai domiciliari

Resta in carcere don Michele Mottola. Il giudice del Riesame non gli ha concesso gli arresti domiciliari come richiesto dalla difesa del parroco accusato di aver abusato di una bimba di soli 10 anni. Come riporta il mattino, la decisione è arrivata questa mattina. La difesa del sacerdote, rappresentata dall’avvocato Antimo D’Alterio, aveva richiesto i domiciliari ma l’istanza è stata rigettata.

Don Michele Mottola resta in carcere

Mottola si è detto pentito, ha chiesto perdono, già il giorno successivo all’arresto, ma non è bastato. Il sacerdote finito al centro dello scandalo abusi avvenuti nella parrocchia di San Giorgio Martire a Trentola Ducenta, nel Casertano, è in carcere da oltre 10 giorni. La ragazzina, vittima di violenze, aveva registrato alcune conversazioni tra i due che testimonierebbero appunto gli abusi visto che dopo essersi confidata con alcune persone che frequentavano la parrocchia non fu creduta.

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Le registrazioni audio della vittima

Il religioso, sessant’anni originario di Qualiano, è attualmente detenuto a Secondigliano, nel reparto riservato ai predatori sessuali. Il caso di don Michele era venuto fuori già qualche tempo fa ma recentemente la vicenda era stata oggetto di un servizio de Le Iene. La trasmissione aveva intervistato la famiglia della giovane vittima di abusi che, con grande coraggio, aveva registrato in passato alcune conversazioni tra lei e don Michele. Oggi quelle registrazioni sono diventate prove all’interno del processo a suo carico. Le Iene, oltre a parlare con la famiglia, avevano anche intercettato proprio don Michele che ai microfoni della giornalista aveva negato tutto.

La sospensione della Diocesi di Aversa

La diocesi di Aversa, non appena era venuta a conoscenza delle presunte violenze, aveva provveduto a sospendere il sacerdote dalla sua attività parrocchiale ed era stato allontanato proprio dalla chiesa di San Giorgio Martire a Trentola Ducenta.

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