Monte Albino, trova la moglie a letto con l’amante: fa lo “strascino” a lei, fa arrestare lui

Monte Albino, trova la moglie a letto con l’amante: fa lo “strascino” a lei, fa arrestare lui

Aveva trovato l’amante della moglie a casa, mezzo nudo, colto in flagrante, ma aveva pensato bene di picchiare la donna e poi di denunciare l’uomo ai Carabinieri come un ladro per vendicarsi. “Mo ti faccio arrestare”, gli aveva detto. Ora rischia di essere processato non solo per calunnia, ma anche per minaccia e lesioni personali.

La vicenda prende piede a Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno, il 25 luglio scorso, quando un nocerino di 39 anni nel rientrare a casa beccò la moglie insieme al suo nuovo compagno. Prima se la prese con la donna, insultandola in ogni modo e poi trascinandola per i capelli in cucina. Qui, sotto la minaccia di un coltello, la prese a schiaffi e pugni al volto. “Non sai fare la madre – le urlo il marito – non devi più vedere i tuoi figli, lo vedi questo coltello? Ti taglio la testa!”. La donna riportò contusioni multiple sul corpo, giudicate guaribili in un paio di giorni. Poi si trovò di fronte il suo amante e a quel punto chiamò i carabinieri spacciandolo per un ladro e accusandolo falsamente – con tanto di nome e cognome – di essere un malvivente. Riferì infatti che lo stesso si era introdotto in casa sua, pur sapendolo innocente.

I carabinieri, giunti sul posto, ristabilirono la calma e ascoltarono, con tanto di verbale, le versioni dei tre. Quell’uomo non era un ladro, ma il nuovo compagno della donna. E la cui vista aveva fatto infuriare il legittimo marito. Poco prima di avvisare al telefono i carabinieri, il 39enne urlò al suo rivale in amore: «Mo ti faccio arrestare». La vicenda è finita in un fascicolo della Procura presso il tribunale di Nocera Inferiore, che dopo aver concluso le indagini ha chiesto per l’indagato, originario di Nocera Inferiore, il rinvio a giudizio. Le accuse sono minaccia, lesioni personali e calunnia. Spetterà al giudice per l’udienza preliminare stabilire se l’uomo merita di finire o meno a giudizio.