Tassi di interesse che in alcuni casi avrebbero sfiorato il 300% annuo e presunte minacce e violenze nei confronti di persone in difficoltà economica. È il quadro investigativo che ha portato questa mattina, venerdì 11 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia a eseguire un’ordinanza cautelare nei confronti di tre donne residenti tra Castellammare di Stabia e Trecase.
Usura ed estorsione, tre donne indagate
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica. Le tre indagate sono accusate, allo stato delle indagini, di usura aggravata ed estorsione aggravata, reati che sarebbero stati commessi in concorso negli anni 2024 e 2025.
Per due delle indagate, madre e figlia, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Per la terza donna è invece scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Registri con cifre, scadenze e nomi delle presunte vittime
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Castellammare di Stabia, sarebbe partita in seguito a una perquisizione domiciliare. Durante le attività sarebbero stati rinvenuti registri contenenti cifre, scadenze e nomi di presunte vittime di usura, oltre a un’ingente quantità di denaro contante. La somma è stata sequestrata perché ritenuta dagli investigatori possibile provento dell’attività usuraria.
Tassi di interesse fino al 300% annuo
Gli investigatori hanno quindi avviato una serie di approfondimenti attraverso acquisizioni telematiche, analisi dei sistemi di videosorveglianza, servizi di osservazione, controllo e pedinamento e raccolta di sommarie informazioni.
Secondo l’ipotesi investigativa, le indagate avrebbero esercitato stabilmente attività usurarie ai danni di persone in stato di bisogno, applicando interessi particolarmente elevati. In alcuni episodi ricostruiti durante le indagini, i tassi avrebbero addirittura sfiorato il 300% annuo.
Presunte minacce e violenze per ottenere i pagamenti
L’inchiesta non riguarda soltanto i prestiti e gli interessi contestati. Secondo gli investigatori, infatti, sarebbero state utilizzate anche gravi minacce e violenze per costringere i debitori a effettuare i pagamenti richiesti. Le presunte vittime non sarebbero riuscite a rispettare le scadenze proprio a causa dell’entità degli interessi. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero accettato quelle condizioni perché alle prese con una grave situazione di difficoltà economica.






