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Ci sono movimenti in corso sul confine ucraino. E’ quanto dichiarato attraverso un comunicato il Ministero della Difesa di Mosca. Alcune truppe russe si starebbero ritirando. Sembrebbe questo il primo segnale di una de-escalation in atto.

Ucraina, movimenti di truppe russe al confine: cosa succede

“Unità dei distretti militari meridionali e occidentali, che hanno completato i loro compiti – si legge nel comunicato -, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi”. La dichiarazione appartiene al generale maggiore Igor Konashenkov, portavoce della Difesa russa. Il testo poi aggiunge: “Mentre le misure di addestramento al combattimento si avvicinano alla conclusione, le truppe, come sempre avviene, effettueranno marce combinate alle proprie basi permanenti”.

Prove di disgelo in atto, dunque, dopo l’attivazione di tutti i canali diplomatici tra Europa e Russia. A dare conferma di un allentamento della pressione sui confini orientali anche il capo della diplomazia ucraina, Dmytro Kuleba, secondo il quale l’Ucraina e i Paesi occidentali hanno “impedito l’escalation russa”. Ulteriori passi in avanti potrebbero essere compiuti oggi, durante la visita del premier tedesco, Olaf Scholz, al Cremlino.

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Soffiano ancora venti di guerra

Ma c’è chi frena l’ottimismo. Restano infatti ancora più di 100mila soldati russi schierati lungo i confini ucraini. Per la Gran Bretagna la situazione resta allarmante.  “Un’invasione potrebbe essere imminente ed è molto probabile”, ha detto a Sky News Uk Liz Truss, ministro degli Esteri britannico. “Quello che stiamo facendo è perseguire la via della deterrenza e della diplomazia, esortando Vladimir Putin a fare un passo indietro dall’orlo del baratro”.

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