Torre Annunziata, blitz dopo la rissa al Maximall: arresti tra clan Gionta e IV Sistema

Dalla violenta rissa scoppiata tra la folla all’interno del centro commerciale Maximall Pompeii alle successive ritorsioni per il controllo del territorio. È questo, secondo la ricostruzione degli investigatori, lo scenario alla base del blitz scattato oggi, 5 ottobre, a Torre Annunziata contro soggetti ritenuti vicini al clan Gionta e al cosiddetto IV Sistema. Gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata e della Squadra Mobile di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il provvedimento prevede sette custodie in carcere e due arresti domiciliari.

Le contestazioni formulate, a vario titolo, comprendono rissa, rapina, violenza privata, pubblica intimidazione con l’utilizzo di armi, oltre alla detenzione e al porto di armi da sparo. I reati contestati sarebbero aggravati, secondo l’accusa, dalle modalità mafiose.

La rissa al Maximall e le successive ritorsioni

 

Il punto di partenza dell’inchiesta sarebbe la rissa avvenuta lo scorso anno all’interno del Maximall Pompeii, dove entrarono in contatto due gruppi contrapposti: da una parte giovani ritenuti vicini ai Gionta, dall’altra soggetti ricondotti al IV Sistema, gruppo con base nel rione Penniniello. L’episodio, avvenuto in un centro commerciale affollato e sotto gli occhi di numerosi clienti, aveva già portato all’identificazione e alla denuncia di alcuni dei partecipanti. Le indagini sarebbero poi proseguite ricostruendo una serie di episodi di violenza e intimidazione avvenuti successivamente.

Secondo gli investigatori, infatti, alla rissa sarebbero seguite diverse ritorsioni tra le due fazioni, comprese alcune sparatorie che fortunatamente non provocarono feriti. L’obiettivo sarebbe stato quello di riaffermare la propria presenza e la propria supremazia sul territorio. Nella ricostruzione investigativa compare anche la rapina di un paio di scarpe ai danni di un minorenne imparentato con esponenti di rilievo del clan Gionta. Un episodio che avrebbe contribuito ad alimentare ulteriormente lo scontro tra i gruppi.

Ricercato Valentino Gionta jr

 

Tra i destinatari della misura cautelare in carcere figura anche Valentino Gionta junior, 35 anni, figlio di Aldo Gionta e nipote dello storico boss Valentino Gionta. L’uomo, indicato dagli investigatori come figura di vertice dell’attuale organizzazione, non è stato trovato durante il blitz ed è attualmente ricercato. Secondo l’accusa, dopo la rissa al centro commerciale Gionta jr avrebbe partecipato anche a un’intimidazione nei confronti di un commerciante legato da rapporti di parentela alla fazione rivale.

Nell’inchiesta viene inoltre contestata a Ernesto Gionta junior, 22 anni, la partecipazione a una “stesa” nel rione Penniniello, che gli investigatori interpretano come una risposta alle precedenti provocazioni del gruppo avversario. Il blitz rappresenta un nuovo capitolo dello scontro investigativo contro le organizzazioni criminali attive nell’area oplontina e arriva dopo mesi di attenzione delle forze dell’ordine sugli equilibri tra il clan Gionta e i gruppi emergenti della zona.

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