terzigno uccisa moglie

Frasi di dolore e anche di rabbia. Ben venti lettere sono state scritte da Pasquale Vitiello, il 36enne di Terzigno che ha ucciso l’ex moglie Immacolata Villani davanti la scuola di sua figlia di 9 anni, e attualmente sequestrate dai carabinieri e consegnate alla Procura di Nola. Sono scritte a penna, su fogli A4. Indirizzate a sua figlia, ad un amico e a se stesso.

“La separazione fa stare male, non va più bene”, scrive a se stesso.  Poi alla figlia: “Un giorno capirai quello che succede, quando ti farai grande”. E infine ancora frasi su una realtà che lo tormentava, degenerata negli ultimi 15 giorni quando Imma era andata via di casa con la figlia, dopo un violento litigio in presenza della suocera, lo scorso 4 marzo.

La 31enne, decisa a cambiare vita e a lasciare quel marito violento, si era trasferita a Boscoreale a casa del padre, che convive con la nuova compagna. Imma sperava di poter regalare serenità alla piccola, allontanandola da un clima cupo e poco rassicurante. In due settimane Pasquale aveva visto sua figlia altre 3-4 volte. E le conseguenze, però, sono state nefaste.

Nelle missive si legge ancora: “Vivo una profonda ingiustizia e questo mi fa stare male perché voglio molto bene a tua madre – poi prosegue. – Purtroppo, siamo arrivati a questo punto senza sapere neanche come, la separazione è una cosa che mi fa soffrire, che non si può accettare. Ho subìto un torto, l’unica cosa è farsi giustizia da soli”. Parole forti, quelle di Pasquale.

L’idea di vivere una nuova vita e di accettare una separazione consensuale, dove fossero chiarite le modalità per vedere la figlia, erano sempre state ripudiate dal 36enne. Intanto i familiari di Pasquale non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione; eccetto il padre dell’omicida, Ciro, che ai microfoni ha detto: “La nostra preoccupazione è la bambina, vorremmo assicurarle una vita serena nell’armonia tra le due famiglie. Sarà il giudice tutelare a decidere”.

Al momento la figlia è stata affidata allo zio materno, Luigi, fratello di Imma. Intanto gli inquirenti continuano ad indagare sull’omicidio-suicidio: Pasquale non aveva porto d’armi, si era procurato la pistola da qualcuno e d’impeto aveva sparato, in quella giornata uggiosa di marzo, contro l’ex moglie, morta sul colpo.

 

 

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