Dalle prime luci dell’alba, i lavoratori e le lavoratrici della Service Key – la società che ha in appalto i servizi di pulizia per i punti vendita IKEA – hanno incrociato le braccia. Un presidio che andrà avanti per tutta la giornata, indetto per protestare contro una situazione lavorativa descritta ormai come insostenibile.
Al centro della vertenza ci sono gravi irregolarità nei pagamenti e una gestione dell’organizzazione del lavoro che i sindacati definiscono caotica. A questo si aggiunge un vero e proprio “muro di gomma”: i dipendenti denunciano infatti la totale impossibilità di interfacciarsi con la sede centrale dell’azienda.
I problemi non sono nati oggi. Le criticità si trascinano dall’inizio di gennaio, momento in cui la Service Key è subentrata nell’appalto. Nonostante le tempestive segnalazioni avanzate dalle sigle sindacali coinvolte (UILTuCS, Filcams e Fisascat) e le iniziali rassicurazioni ricevute, le promesse dell’azienda si sono tradotte in un nulla di fatto.
La dura presa di posizione della UILTuCS
A farsi portavoce dell’esasperazione dei lavoratori è in particolar modo la UILTuCS, che attraverso il suo Segretario regionale punta il dito contro le responsabilità condivise tra l’azienda appaltatrice e la committenza.
«Lo sciopero è un atto necessario per sensibilizzare non solo la Service Key, ma anche la stessa committenza IKEA sull’assoluta impossibilità di andare avanti con queste modalità», ha dichiarato con fermezza Emanuele Montemurro, Segretario regionale UILTuCS, sottolineando il dramma sociale dietro questa vertenza lavorativa.
Il sindacalista ha poi messo in luce il paradosso di un settore in cui la fatica non viene adeguatamente ripagata: «Parliamo di lavoratrici e lavoratori che già percepiscono stipendi molto bassi e che oggi si trovano a dover affrontare ulteriori e ingiustificabili difficoltà legate ai pagamenti e alla pessima gestione del lavoro. Non è più tollerabile. È indispensabile aprire immediatamente un confronto serio per garantire condizioni dignitose e il rispetto dei diritti di chi lavora».
Le richieste sul tavolo
La protesta di oggi è un segnale chiaro: la pazienza è finita. Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato e risolutivo che ponga fine alle irregolarità. L’obiettivo è ripristinare condizioni di lavoro che siano corrette e, soprattutto, sostenibili per tutti gli addetti coinvolti. Ora la palla passa all’azienda e a IKEA, chiamate a rispondere a un disagio che non può più essere ignorato.









