La musica come legame di sangue, di amicizia, di destino. Al Festival di Sanremo, sul palco del Teatro Ariston, si è consumato uno dei momenti più intensi della seconda serata: protagonista LDA, che ha condiviso la scena con il suo migliore amico Aka7Even. Un’intesa evidente, artistica e umana, che ha acceso la platea e conquistato il pubblico a casa, trascinato dal groove del brano in gara.
Il risultato parla chiaro: entrambi gli artisti, uno di Napoli e l’altro di Salerno, entrano nella top five della serata grazie al voto del televoto, a cui si è aggiunto quello delle radio. Per LDA, al secolo Luca D’Alessio, è l’ennesima conferma di un percorso costruito con determinazione e identità propria, senza scorciatoie e senza appoggiarsi al peso di un cognome importante. Un cammino indipendente, passo dopo passo.
Eppure, la musica in questa storia è davvero una questione di DNA. A dirigere l’orchestra il maestro Francesco D’Alessio, nipote di Gigi D’Alessio e cugino dello stesso LDA. Non una novità per lui: già protagonista al Festival nel 2024 con la direzione del brano di Geolier, oltre che firma dietro numerosi successi della scena italiana. Una famiglia che la musica la vive, la respira, la tramanda. E quando talento, amicizia e radici si incontrano, il risultato arriva forte e chiaro. Fino all’ultima nota.





